Ricerca al castello di Itri

Storia:

Simbolo di Itri, l’antico castello medioevale, attualmente in fase di restauro, è stato vittima del tempo e delle devastazioni della seconda guerra mondiale.Sorto come roccaforte per difendersi dalle incursioni nemiche, il castello, insieme all’antica parte alta del paese, è circondato da mura poderose. Nella parte più elevata la fortezza presenta un torrione quadrato e uno poligonale; più in basso un terzo torrione di forma cilindrica è collegato al corpo centrale da un imponente cammino di ronda. Questa terza torre è detta “del coccodrillo” in quanto, secondo la tradizione, vi venivano gettati i condannati a morte, pasto prelibato per la feroce belva che vi sarebbe stata custodita. L’intera struttura è completata da un insieme di torri cilindriche minori che racchiudono una piccola ma suggestiva piazza d’armi. I numerosi elementi che formano il castello terminano spesso con una cinta merlata, in parte distrutta, che si sta cercando di recuperare.

Fenomeni dichiarati in fase preliminare:

C’è più di qualcuno che giura di aver notato il fatto che le luci interne del castello, lasciate spente di sera, sono state ritrovate accese la mattina. Altra stranezza è rappresentata, nel periodo estivo, dal fatto che gli impianti di riscaldamento, spenti da tanto tempo vengono trovati funzionanti e caldi la mattina. Addirittura c’è chi sostiene di aver sentito ritmi musicali provenire di notte dagli antri del vetusto maniero medioevale da poco restaurato.Sorto come roccaforte per difendersi dalle incursioni nemiche, il castello, insieme all’antica parte alta del paese, è circondato da mura poderose. Nella parte più elevata la fortezza presenta un torrione quadrato e uno poligonale; più in basso un terzo torrione di forma cilindrica è collegato al corpo centrale da un imponente cammino di ronda. Questa terza torre è detta “del coccodrillo” in quanto, secondo la tradizione, vi venivano gettati i condannati a morte, pasto prelibato per la feroce belva che vi sarebbe stata custodita. L’intera struttura è completata da un insieme di torri cilindriche minori che racchiudono una piccola ma suggestiva piazza d’armi. I numerosi elementi che formano il castello terminano spesso con una cinta merlata, in parte distrutta, che si sta cercando di recuperare.

Ricerca:

Apparecchiature messe in carica, valigette degli strumenti controllate, Il Ghost Hunters Roma Team è pronto per partire. Il viaggio per arrivare ad Itri è stato accompagnato da molta pioggia e dalla preoccupante presenza dell’incombente uragano nel sud del Lazio. Arrivati ad Itri un funzionario dell’amministrazione del castello ci stava aspettando per accompagnarci alla Rocca. Dopo aver portato l’attrezzatura all’interno del castello, il funzionario ci ha fatto fare una breve visita del castello svelandoci particolari aggiuntivi sulla storia dell’antica costruzione. Durante la visita abbiamo percorso il famoso camminamento che conduce alla torre del coccodrillo: qui infatti i condannati venivano rinchiusi, avendo solamente due scelte: rimanere sul camminamento o avventurarsi all’interno della torre, ma finendo inevitabilmente in pasto ai coccodrilli. Terminato il giro, il responsabile del castello ci ha lasciati e abbiamo cominciato a posizionare la strumentazione. Il campo base è stato posizionato al centro della struttura in modo che riuscissimo a coprire l’esteso perimetro del luogo d’indagine. Uno dei punti più monitorati è stato per l’appunto il camminatoio che porta alla torre dei coccodrilli, in questo Hotspot si segnalano avvistamenti di sfere di luce e di sagome antropomorfe nere.

I risultati:

L’unico avvenimento anomalo che si è riscontrato è il seguente: passati per la seconda volta nel corridoio dei bagni, la porta della toilette degli uomini si è misteriosamente spalancata, in totale assenza di vento (si tratta di una stanza sotto il pian terreno).
Da segnalare, la particolare atmosfera percepita soggettivamente nello scendere gli interminabili gradini fino al fondo della torre. Prima di iniziare la sessione EVP, l’ambiente è stato stimolato con musiche medievali e frequenze varie, alla ricerca di un “quid” (prodotto artificialmente) che avesse potuto stimolare l’ambiente.

 

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Author: admin