Ricerca al castello di Rivalta

Storia:

La prima testimonianza scritta sul castello è un atto di acquisto risalente al 1025. Nel 1048 l’imperatore Enrico II lo dona al monastero di San Savino di Piacenza. Nel XII secolo era sotto giurisdizione dei Malaspina, che dominavano i territori dalla Lunigiana fino alla valle Staffora e nel 1255 Alberto Pallavicino, podestà di Piacenza, ordinò la distruzione di questo e degli altri presidi dei Malaspina. Nel primo decennio del XIV Secolo i Ripalta lo cedettero a Obizzo Landi e da allora fino a oggi, tranne brevi interruzioni, rimase possesso della famiglia Landi. Tra il XV e il XVIII secolo i Landi trasformarono il castello in una sontuosa residenza.

Molti gli eventi bellici che coinvolsero il castello: nel 1636 l’assedio da parte di 6000 soldati spagnoli guidati dal generale Gil De Has; nel 1746 il saccheggio da parte dei soldati tedeschi del generale Berenklau; nel 1799 di quelli francesi del generale MacDonald.

In relazione alla storia del castello le presenza riscontrate sembrerebbero due:

  • Pietro Zanardi Landi, assassinato per rivalità legate all’eredità
  • Il cuoco Giuseppe, ucciso nel settecento per vendetta dal maggiordomo a cui aveva insidiato la moglie

Testimonianze e fenomeni dichiarati in fase preliminare:

  • Attività anomale su elettrodomestici
  • Raps e rumori
  • Sensazione di disagio negli ambienti
  • Anomalie sulla temperatura
  • Anomalie elettromagnetiche sugli impianti di illuminazione

Nella cucina moderna, ancora oggi in uso, durante una serata tutti gli elettrodomestici si sarebbero contemporaneamente accesi nonostante la presa di corrente non fosse inserita.

La Ricerca:

La ricerca si è svolta in modo molto rapido. A causa di problemi con il sistema di sicurezza, del quale i gentili proprietari si sono guardati bene dall’informarci, prima della partenza da Roma ma solo una volta giunti sul posto; abbiamo dovuto, quindi, svolgere la ricerca analizzando unicamente le zone sensibili: Carceri e Sala della Musica. Deciso di non utilizzare il Dvr si sono montate delle telecamere mobili nei vari ambienti e si è usata la strumentazione portatile: Termocamera, Microfono ad Infrasuoni, Macchina fotogradicha per IR ed UV, Videocamere a visione notturna e Fotocamera a infrarossi. Le carceri, durante le due ore di lavoro, non hanno dato alcun risultato significativo ne in fase audio che in fase video. Nella sala della musica, si sono riscontrate alcune variazioni di campo elettromagnetico a nostro parere poco rilevanti;

Conclusioni:

Nel luogo, di per se, molto suggestivo, non sono state rilevate tracce Audio/Video che confermino o smentiscano le voci riguardanti il castello. Ovviamente a nostro sfavore hanno giocato le 3 ore a disposizione. Dal Castello di Rivalta, durante questa ricerca, non sono emerse anomalie significative.

Foto effettuate da: Federico Classetti

 

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Author: admin