Ricerca al castello dei Conti De Ceccano

Ricerca al Castello dei Conti De Ceccano

L’area in questione, è un altro punto di riferimento dell’entroterra laziale su cui il Team ha voluto operare un ‘focus’ analitico. Il Castello dei Conti de Ceccano, è parte integrante di una zona geografica ‘sensibile’ per gli accadimenti storici ivi avvenuti e per questo motivo, l’Associazione GHR ha contestualmente gettato le basi con le autorità del posto, per una serie di molteplici rilevazioni scientifiche nelle location sottostanti alla loro giurisdizione. Ci troviamo a circa 100 km da Roma in direzione Frosinone, per una distanza di percorrenza intorno ai 70 minuti dalla Capitale.

La storia:

Daremo in questo senso solo alcuni cenni basilari, lasciando spazio alle parole di Andrea Selvini, Responsabile Comunicazione dell’Associazione Cultores Artium. Distinguiamo le parti salienti della storia del Castello dei Conti de Ceccano in tre fasi. La prima è quella relativa proprio alla Signoria della famiglia dei Conti de Ceccano. La successiva, datata ‘anno domini’ 1523, che segna il passaggio alla potente famiglia Colonna. In questo periodo una parte degli interni del Castello, già ospitanti un Uditore Generale, furono adibiti a carcere. Nel 1734, tale funzione prese una sua forma decisamente più dura con il trasferimento del Tribunale Generale dello Stato di Pofi e all’archivio, ad opera di Fabrizio Colonna. La struttura carceraria ‘dura’, prese così una sua forma dimensionale particolarmente sofferta, come avremo modo di illustrare successivamente.
Siamo alla terza fase. Che ha il suo inizio sul finire del XIX secolo, quando il marchese Filippo Berardi, incamera tutti i beni della famiglia Colonna ed inizia il restauro del fortilizio, ad opera dell’Architetto Antonio Cipolla. Nel frattempo la chiusura definitiva del carcere avviene nel 1973, data dopo la quale il Castello rimase per oltre 30 anni nel più completo stato di abbandono, per rinascere a ‘vita nuova’ nel 1998, quando il Comune di Ceccano attraverso un’asta pubblica, diviene proprietario e punto di riferimento del Castello stesso.

Fasi della costruzione del castello:

 

 

La Ricerca:

Allo stato attuale dei fatti, il Team ha compiuto tre analisi di rilevazione, in tre date differenti, tutte riconducibili sotto il profilo temporale all’estate 2014. Sulla base delle testimonianze ricavate, abbiamo deciso di estendere la ricerca audio/video, su tre settori specifici del Castello.
Il mastio. La torre. E la piazza d’armi, con più sessioni di ricerca svolte all’interno della sede dell’antico Tribunale.
La parte del Mastio, comprensiva della struttura abitativa del Conte Giovanni De Ceccano e della sua famiglia, annovera in sé anche la cella soprannominata ‘inferno’, in cui di certo è stato rinchiuso tale Nicola Spaziani, che di sé ha lasciato traccia indelebile, attraverso la sua scritta autografa, datata 1899.
L’area verticale della Torre, ha compreso nelle analisi svolte anche le due celle soprannominate ‘purgatorio’ e ‘paradiso’.
In tutte e tre le sessioni, abbiamo utilizzato per la parte video, telecamere mobili ad infrarossi, coadiuvate da generatori di campi elettromagnetici per fornire l’energia e lo ‘stimolo’ adeguato all’ambiente. Sotto il profilo audio, oltre all’uso dei registratori digitali, è stato miratamente posizionato nei punti sensibili dell’abitazione del Conte Giovanni, il microfono panoramico a condensatore con sensibilità vicina all’infrasuono e all’ultrasuono. Il resto del maniero, come attrezzatura mobile, lo abbiamo monitorato con l’ausilio di rilevatori ‘Trifield’, Termocamere e altri rilevatori di parametri ambientali.
L’intero castello è stato inoltre ‘stimolato’ con delle registrazioni di musica medievale e sottoposto a sessioni fotografiche IR/UV, accuratamente svolte in ogni singola area prescelta.

 

Anomalia 1:

Nel corso della prima sessione, è rimasta impressa una voce che riportiamo come evidenza qui di seguito. Durante la nostra seconda ricerca, ha partecipato attivamente anche la signora Maria Antonietta Anelli, Maestra Reiki e particolarmente coinvolta dalle anomalie emanate dal Castello dei Conti de Ceccano. Svolgiamo con lei una parte di ricerca giorno 9 Agosto, monitorando insieme la Stanza del Tribunale e l’area abitativa del Conte Giovanni. In quest’ultima, nella stanza del tavolo rotondo, abbiamo colto un ‘ritorno’ attraverso il rilevatore EMF e poi la confessione. Maria Antonietta ci ha rivelato dopo poche decine di minuti di aver percepito la presenza di una donna che le formulava di continuo una richiesta di aiuto simile ad “aiuto, mia figlia”. Ragionando sul significato della voce trovata e sulla richiesta pervenuta alla sensitiva abbiamo deciso di cercare un collegamento nelle famiglie che hanno abitato il castello da tempi lontani ad oggi.

 

 

Abbiamo scoperto, attraverso questa ricerca, che il nome pronunciato dalla dama, coincidente con quello da noi colto nella prima sessione di indagine, è quello di ‘Carisia’, discendente dei Conti de Ceccano nella generazione del 1284.

 

Anomalia 2:

A metà nottata, dopo la scoperta del nome ‘Carisia’ appena venuto alla luce e salutata l’amica e sensitiva Maria Antonietta, su sua indicazione, volgiamo il nostro interesse verso la Torre del Castello. Secondo alcune testimonianze, il luogo dal quale una donna si è lanciata. Convogliamo qui i nostri mezzi e mettiamo la Torre sotto stretta osservazione. Ed è da qui che rileviamo la seconda anomalia audio, proprio sotto forma di un urlo straziante in risposta alle nostre domande: “Manifestati…fatti vedere”.
Presto lasceremo indicazioni a carattere pubblico sulle date del nostro ritorno, per approfondire l’insieme di elementi ‘anomali’ che hanno caratterizzato questa nostra ricerca:

 

 

Un tassello in più nella storia del Castello, collaborazione con il noto sensitivo Umberto Di Grazia:

L’Associazione Scientifica GHOST HUNTERS ROMA è tornata nel Castello di Ceccano per svolgere lì la sua quarta indagine. Il luogo dimostratosi interessante dopo le anomalie registrate le volte precedenti apre nuovamente le sue porte al gruppo. Un lamento lungo il corridoio delle sale d’onore che sembra richiamare alla mente una fanciulla di nome Carisia e un urlo proveniente dalla Torre, sede di avvistamenti da parte di testimoni oculari sicuri di aver visto una figura bianca gettarsi dalla cima della possente costruzione sono le prime anomalie riscontrate. Data l’importanza la notte del 18 Ottobre il gruppo si è ripresentato nel consueto campo base del Castello dei Conti con una novità. Con loro, con grande disponibilità, si è unito il sensitivo Umberto Di Grazia. Famoso per le sue collaborazioni con Polizia ed Università estere il suo contributo si è rivelato fondamentale per un nuovo approccio alla nostra ricerca scientifica. Preparata l’attrezzatura, si è deciso di svolgere una ricerca incentrata sulle sensazioni di Umberto, non montando telecamere da subito ma aspettando che fosse Lui ad indicarci punti sensibili. La serata come di consueto è iniziata nella parte nobile del castello. Entrati nella sala del Tesoro/Prigione, dove sono riportate le parole del prigioniero Spaziani, Di Grazia ha avuto percepito sotto di noi la presenza di una volta a botte ( cosa che possiamo esser certi essendoci sotto la vecchia cisterna) accompagnato da una serie di cunicoli che si stagliano a raggio nelle varie direzioni, passaggi segreti che portano fuori dalle mura in caso d’assedio e la presenza di un cunicolo di scarico dove sarebbero stati buttati dei documenti riservati. La conferma di ciò ci viene fornita dal personale del castello in quanto, cosa di cui tutti noi eravamo all’oscuro, si narra in paese che nascosti e ormai chiusi dai detriti ci siano dei cunicoli che la gente usava per fuggire dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Umberto riesce a percepire anche più in profondità e dichiara la presenza di una grotta di 6000 anni a 20 mt di profondità nel cuore della montagna che sorregge Ceccano e il castello. La stanza accanto è il salone nobile del castello, qui la nostra guida ci indica due luoghi ove puntare la telecamera. In quello stesso punto scattiamo fotografia a infrarossi e termiche, sempre su sua indicazione mentre una voce, durante la preparazione, si rivela dall’ombra : 1688 I Benedettini mi hanno rubato il mulino. Restiamo li per 30 minuti per una sessione di Evp. Terminata la registrazione saliamo nel cuore del castello la Torre, luogo dei principali fenomeni. Prima dell’ultima rampa di scale facciamo sosta nella stanza sottostante, qui Umberto rivela la presenza passata come di un laboratorio alchemico, interessanti anche le frasi nascoste sul muro che rivelano come formule e riti antichi: Il Nostro Tempio è Ovunque. Equinozio e Solstizio creano forme con la luce.; Cosi in alto eppure cosi in basso. Arrivati sulla sommità della torre, rileviamo la presenza di un ombra accovacciata nell’oscurità. Li installiamo due luci ultraviolette, puntando contemporaneamente, fotocamera termica, digitale ed infrarossi aiutate dai generatori di campi elettromagnetici. Restiamo per oltre un ora ponendo domande e misurando variazioni ambientali, sin quando il sensitivo non sancisce il termine dell’energia da Lui percepita nel posto. Scendiamo quindi nell’ultima sala, quella detta “del Tribunale”. Entrati nell’ambiente Di Grazie inizia a descrivere l’ambiente come era nel medioevo; individua un alto scranno sul fondo circondato da panche intagliate e un leggio con lo stemma di un Aquila proprio nel mezzo. La stessa visione la ebbe anche una seconda sensitiva che visito mesi addietro il tribunale e la collocazione dei mobili coincide in entrambe le descrizioni. Qui la nostra guida sensitiva ci indica un punto nel quale scorgerebbe la presenza di una figura femminile di nome Carlotta. Puntiamo quindi i nostri ultimi strumenti fissi li e con l’ausilio degli strumenti mobili monitoriamo la zona. Dal centro della stanza in mezzo a noi,si sviluppano, durante la ricerca, le voci di due persone una maschile e una femminile che sembrano instaurare un dialogo tra di loro. Successivamente sempre nella stessa trance di ricerca, percepiamo il crearsi di due fischi accompagnati da alcuni sibili nella stanza. Anche qui restiamo per oltre un ora reperendo moltissimo materiale, sia audio che video. Terminato il giro del Castello ed avendo esaminato ogni stanza a noi accessibile, recuperiamo l’attrezzatura lasciata in precedenza nei punti sensibili individuati e ci prepariamo al ritorno in sede a Roma.

Un aiuto prezioso da un grande sensitivo ed amico

Ringraziamo per l’amicizia dimostrata e la grande professionalità di cui non nutrivamo alcun dubbio Umberto Di Grazia, rivelatosi un prezioso alleato ai fini della nostra ricerca. Il quale con le sue grandi doti ha potuto aggiungere importanti tasselli nelle indagini del Castello di Ceccano.

28/09/2015 Aggiornamento – Collaborazione con la Medium ed amica Giohà Giordano

 

Come è nostra consuetudine consolidata da diverso tempo, l’analisi dei posti in cui svolgiamo il nostro lavoro di ricerca, ci obbliga ad esami ripetuti, diversificati e sempre più ampi con l’unico obiettivo di redigere il quadro delle anomalie e le motivazioni delle stesse nella sua completezza.
Il Castello de’ Conti di Ceccano rientra appieno in questo ambito e dopo le prime rivelazioni tangibili, il Team GHR vi ha fatto ritorno più volte, assistiti da esperti di rilievo internazionale di cui già abbiamo reso ampia testimonianza.
Non da meno nella serata di sabato 11 Luglio scorso, siamo tornati in loco, assistiti in questa circostanza dalla Medium Giohà Giordano con l’intento di ampliare significativamente il campo d’azione della ricerca.
E’ importante precisare sin d’ora che la medium non era stata avvertita del luogo in cui avremmo compiuto la nostra analisi e questo per due buone ragioni: portare la signora Giordano ad un impatto diretto con la location e lasciare che la sua sensibilità traesse segnali di rilevanza non preconcetta.
Presenti alla serata anche il giornalista Andrea Cionci, presente alla ricerca per tracciare una testimonianza sul nostro metodo di lavoro ed il Presidente dell’Associazione Cultores ArtiumAndrea Selvini , profondo conoscitore del castello e della sua intima storia.
Una volta sistemata la parte audio-video nelle ‘aree sensibili’ del maniero, lasciamo che sia la stessa Giordano a dirigere le operazioni, lasciandoci contestualmente guidare dal suo istinto e dalle percezioni che avverte sin da subito.
Già in area esterna, la sensitiva inizia a cogliere ‘informazioni’ sia sul luogo, le sue vicende, i vissuti e i trascorsi di ogni singolo ambiente del piano inferiore, trovando spesso l’assenso da parte del nostro accompagnatore.
Il Team segue GG con macchina fotografica (IR/UV), telecamera termica, microfoni ambientali e rilevatori di campi elettromagnetici.
Anticipiamo già adesso che non vi sono state rilevanze oggettive riscontrate nell’esame del materiale benché nel corso della serata l’apporto più significativo sia pervenuto proprio dai rilevatori ‘Trifield’ e ‘K2’. Procediamo con ordine.
Dal primo cortile abbiamo proceduto alla seconda corte interna, sostando per diversi minuti nella sala del Tribunale, descritta in termini sempre più precisi da Giohà, compresa l’originale disposizione del mobilio e dell’arredamento interno.
Assolutamente di rilievo l’entrata attraverso la prigione fino alla sala principale, in cui la medium in più ambienti e riprese, percepisce precise indicazioni. Descrizioni mirate e di notevolissima precisione vengono verbalmente redatte dalla signora Giordano su eventi storici del Castello, materiale personale del Conte di Ceccano e rilievi geografici sul sottosuolo del castello. Poco distante, attraverso un lungo corridoio ci troviamo a sostare per diversi minuti nella ‘sala pitta’, così denominata per la presenza di resti di affreschi originali di epoca tardo medievale. Fase 1 delle rilevazioni elettromagnetiche.
La medium avverte una maggiore pressione su di sé e sente per sua stessa ammissione di essere ‘utilizzata’ in quel momento come ‘canale’ da quel posto. Triefield e K2 (rilevatori di campi elettromagnetici) danno cenni di forte instabilità, raggiungendo senza causa alcuna, valori anche di livello più che ragguardevoli. Tutto questo nell’arco di abbondanti 180 secondi, ripresi dalle nostre telecamere.
Il secondo punto sensibile del Castello, si è rivelato il camminamento del piano superiore e le due celle, soprannominate ‘purgatorio’ e ‘paradiso’, perché rispetto a quella del piano terra, erano almeno provviste di una piccola finestra, unico contatto che i prigionieri del tempo avevano con il mondo reale.
All’interno delle celle stesse, la Giordano si avvicina con il suo staff alle tante scritte sulle pareti che testimoniano il trascorso Templare dell’antico edificio.
La traduzione e l’interpretazione dei molti disegni e scritti sulle pareti, è attualmente materiale di studio, unitamente alle preziose testimonianze ‘ricevute’ dalla sensitiva che delineano con maggiore chiarezza il quadro degli eventi all’interno del Castello de’ Conti di Ceccano, con le sue cronache, le anomalie e le vicende perse nei secoli della bella ‘Carisia’.

Un ringraziamento sentito va proprio a Giohà per la sincera disponibilità nei nostri riguardi e nel compiere insieme questo viaggio interminabile verso il mistero, sicuri di raggiungere insieme altre mete nei mesi a venire.

Conclusioni:

Ci troviamo all’interno di un luogo molto particolare: nei secoli ha vissuto degli stravolgimenti di notevole importanza. La storia del castello è pregna di violenza e morte. Il Tribunale dell’Inquisizione, le carceri e le guerre lo hanno reso un luogo ricco di fascino e come si può evincere dalla ricerca effettuata, con una “memoria” di sicuro interesse. L’analisi delle registrazioni audio, insieme all’aiuto della sensitiva Maria Antonietta
ci ha portato a scoprire una verità storica della quale eravamo totalmente all’oscuro. Questo rende la ricerca paranormale in questo caso ed in generale, importante anche dal punto di vista storico/culturale.  La parola “CARISIA” e l’urlo captati dai nostri registratori fanno propendere per l’ipotesi residuale.
Non sembrerebbe esserci coscienza residua, almeno dalle prime ricerche effettuate. Questo ancora una volta ci deve far riflettere su come ogni luogo mantenga una propria memoria degli eventi accaduti e come grazie all’intervento di facoltà extrasensoriali, questa possa riemergere dal passato manifestandosi nel presente. Questa ricerca è stata per la nostra Associazione una delle più significative; ci ha permesso attraverso un fenomeno anomalo di identificare una persona vissuta nel castello secoli addietro. Un risultato di notevole importanza a favore delle ipotesi di natura residuale.

Foto effettuate da: Federico Classetti

 

 

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Author: admin