Ricerca al castello di Fumone

La storia:

Secondo la leggenda le origini di Fumone risalirebbero ai tempi di Tarquinio il Superbo (V secolo a.C.) che vi si sarebbe rifugiato dopo essere stato cacciato da Roma. Di certo sappiamo che in virtù della sua collocazione geografica, e per essere compreso fra i tre centri maggiori del popolo degli Ernici (Alatri, Anagni e Ferentino), assolve fin dall’antichità un’importante funzione di controllo del territorio. In particolare, nel corso del Medioevo, il colle di Fumone diventa fondamentale per la sicurezza di Roma in tempi segnati da incursioni saracene e normanne: in caso di invasioni, raccoglie i segnali di fumo che segnalano un pericolo incombente inviati dalle località più direttamente minacciate, e li rinvia all’Urbe.  Proprio a questa sua funzione si deve il nome Fumone, e il detto «Quando Fumone fuma,  tutta la Campagna trema». Nel 1186 il Castello deve difendersi dall’assedio di Enrico VI ma riesce a tenergli testa. Nel 1295 nell’antica magione viene imprigionato il papa Celestino V, che aveva abdicato per ordine del suo successore Bonifacio VIII, il quale ne temeva l’autorità e un possibile ritorno al soglio pontificio. Celestino V muore il 19 maggio1296, secondo alcuni assassinato per volere dello stesso Caetani. Il governo pontificio, ben consapevole dell’importanza del piccolo centro, dopo averlo affidato a vari feudatari, a partire dalla metà del Duecento mantiene il più diretto controllo sul Castello: solo nel XVI secolo Fumone raggiungerà l’autonomia comunale. Alla fine del Seicento il castello passa nelle mani dei marchesi Longhi, che tuttora ne sono proprietari. 

Per ulteriori approfondimenti sulla storia del è possibile visitare il sito web ufficiale del castello all’indirizzo:  http://www.castellodifumone.it/

Misteri e testimonianze:

Quando si parla di eventi misteriosi avvenuti all’interno del Castello di Fumone, in primis, la memoria va necessariamente al dì 19 maggio 1296.
Fu quello il giorno della morte di Papa Celestino V.
In occasione dell’agonia di Celestino si verificò un portento di dimensioni straordinarie che ne preannunciò la morte: l’apparizione di una croce splendente rimasta pendente per lungo tempo in aria sulla porta della cella ove dormiva ed era recluso.
Miracolo questo, di grande importanza per accelerarne la beatificazione, che avvenne il 13 maggio 1313 ad opera di Papa Clemente V.
Se esistono i fantasmi, il Castello Fumone, che fu per cinque secoli prigione di Stato, ne è certamente un covo.
Si favoleggia che ne esistano un minimo di diciotto.
Il primo dovrebbe essere quello dell’Antipapa Gregorio VIII (al secolo Maurice Bourdin ), morto a Fumone nel 1124.
Il mistero che lo lega al Castello è dovuto soprattutto al luogo della sua sepoltura, difatti la sua tomba ad oggi non è ancora stata scoperta.
Altro mistero del castello di Fumone è quello legato alla morte del Marchesino Francesco Longhi, avvenuta alla metà del 1800. Misteriose sono le ragioni del suo trapasso, come non è chiaro il nome dei suoi presunti autori e contraddittoria anche l’arma del delitto.
In varie epoche la gente del posto ha raccontato di aver sentito provenire dalle finestre del castello disabitato pianti e lamentele, probabilmente quelle della madre di Francesco, la Duchessa Emilia Caetani nel suo disperato dolore. In ogni caso, il piccolo corpicino imbalsamato di Francesco Longhi, è ancora custodito in un secretaire nell’ Archivio del Castello, e probabilmente anche lui è tra i fantasmi che lo popolano.
Molti misteri circondano il maniero, misteri alimentati dai racconti che in ogni secolo si sono succeduti. In quello attuale, oltre ai resoconti delle terrificanti sedute spiritiche organizzate nell’ala ovest del castello o ai pianti e alle lamentele della Duchessa Emilia, si racconta di luci che a volte si accendono da sole, di mobili spostati dalla loro sede, di oggetti misteriosamente scomparsi per poi essere ritrovati altrove, di un pesante lampadario di ferro battuto crollato durante una notte d’estate su di un tavolo colmo di bicchieri di cristallo. Crollato sì, ma benignamente, senza provocare alcun danno a cose o persone, se non quello di essersi rotto da solo nello scollamento in uno dei suoi bracci di ferro.
Misteri avvenuti in una dimora antichissima, strani episodi che ogni tanto ancora accadono.
Ma misteriosa è soprattutto l’atmosfera che si respira all’interno del castello di Fumone e nei suoi giardini pensili. La ragione potrà essere legata ai suoi mille anni di storia, ai suoi ambienti di austera eleganza, ai suoi camminamenti di ronda, alle storie e alle leggende che circondano l’antico maniero.
In ogni caso è ancora così.

Integrazione:

Dalla guida del luogo ci è stato confermato che la storia (e non la leggenda) del piccolo Francesco parla di un vero e proprio omicidio ad opera delle 7 sorelle. Il Marchesino, unico erede maschio, fu ucciso con piccole dosi giornaliere di veleno proprio dalle sorelle, invidiose della cospicua eredità che sarebbe andata solo a Francesco. La morte del piccolo fece impazzire la madre che oltre a ritoccare ogni quadro presente, cambiando le vesti di chiunque vi fosse ritratto in tinta nera, fece imbalsamare il corpo del Marchesino e mantenne tutti i suoi giochi e tutti i suoi vestitini che ancora oggi ritroviamo nella teca. Ci sono pervenute testimonianze molto numerose e variegate: da figure viste passare ad ombre nei corridoi, da voci udite in varie stanze a vere e proprie manifestazioni visive di donne accanto alla teca del Marchesino.

La ricerca:

Le testimonianze dirette che ci sono pervenute sul Castello di Fumone sono tra le più variegate. C’è chi parla di lamenti, di pianti nella notte, fino ad arrivare a vere e proprie figure apparse tra le stanze. Per gli addetti ai lavori, questa struttura può essere considerata una tra le più infestate di tutta la penisola. La ricerca dell’Associazione GHR si è svolta sulla base di testimonianze esplicite di persone che lavorano e vivono il Castello quotidianamente. Sono stati monitorati attraverso l’ausilio della nostra strumentazione 8 punti ritenuti sensibili, quindi tutta l’ala visitabile che comprende la stanza della teca, la cucina (dove la mattina stessa della nostra analisi è stata vista da diversi testimoni una figura eterea dalle sembianze umane), la stanza delle reliquie, il corridoio dove risiede la targa commemorativa dell’antipapa  Maurice Bourdin (alcune voci non verificate vogliono che quello sia il punto ove fu murato il suo corpo). Ed ancora molti altri punti di passaggio. L’analisi strumentale ha dato dei risultati degni di nota che confermano se non altro l’attendibilità delle testimonianze in merito ad eventi anomali all’interno delle mura del Castello.

Le anomalie:

Anomalia 1:

Durante l’analisi nella stanza della teca, una figura si è manifestata all’interno della stessa.
Abbiamo effettuato dei controlli incrociati sia sul momento che successivamente, attraverso le altre videocamere fisse (come da nostra prassi), ricavando un video che dimostra che al momento dello scatto, nessuno era presente né dentro la stanza ne nel punto indicato tantomeno sulla porta d’ingresso alla teca o nei pressi della stessa.

 

(Le foto appena sotto del momento dello scatto sono appunto riprese dal video).

 

 

E’ chiaro che si tratti di una figura antropomorfa con testa e busto; sul perché si trovasse lì, vicino alla teca, possiamo fare molte ipotesi ma senza provarne realmente alcuna. Rimane importante che la figura è chiaramente presente.

 

 

N.B. Il calore a forma di “L” che si vede è parte del legno della struttura e non rappresenta come si potrebbe erroneamente pensare “le gambe del bambino” in una eventuale posa seduta. La figura da prendere in considerazione è quella del busto e della testa.

Anomalia 2: Voce ambientale

Durante lo svolgersi della ricerca, veniamo chiamati da una persona presente  che in quel momento era in un’altra stanza insieme ad un ospite (persona vicina ai proprietari del Castello) e ci viene comunicato che è stata nitidamente sentita una voce prodursi con molta probabilità nei pressi della sala principale. La voce si è sentita ma nessuno dei presenti ha capito cosa dicesse. In quel punto erano presenti i nostri registratori panoramici insieme ad altra strumentazione. Sul momento nessuno dei ricercatori ha sentito nulla ma fiduciosi nella nostra tecnologia abbiamo sperato che la voce fosse rimasta impressa. Durante la successiva analisi del materiale, analizzando i minuti corrispondenti e quelli precedenti all’orario di manifestazione della voce  (precedentemente segnato), abbiamo riscontrato esattamente la stessa cosa che ci era stata preventivamente segnalata. Una voce chiara ma che purtroppo non si capisce cosa dica, prestandosi a molte interpretazioni. L’importanza di segnalarla e di inserirla tra i risultati deriva dal fatto che è stata sentita da più persone contemporaneamente e che è stata poi confermata dalla nostra strumentazione.

 

 

 

Conclusione:

Non possiamo trarre conclusioni definitive in quanto è ancora al vaglio parte del materiale registrato durante la ricerca. Lo scatto termico evidenzia però senza alcun dubbio la paranormalità dell’anomalia ed i controlli incrociati, non lasciano spazio al dubbio: nel momento dello scatto, l’area era scevra da contaminazione di ogni tipo, nessuno presente nel punto né accanto né vicino rispetto alla direzione e all’inquadratura della macchina termica.

Un’anomalia degna di interesse che insieme alla voce, purtroppo indefinita ma chiaramente udibile, conferma le attività e la fama che il Castello di Fumone porta con sé. Seguiranno ulteriori ricerche come da prassi per tentare di confermare e portare ulteriori anomalie a conferma di questa prima, significativa andata tra le mura del maniero.

Foto effettuate da: Federico Classetti

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Author: admin