La ricerca sul campo non è un gioco

Partiamo con il presupposto che questa vuole essere una preghiera affinché la ricerca in Italia possa andare in una direzione diversa da quella che purtroppo si vede sempre più spesso. E’ buona cosa che le televisioni portino il grande pubblico a conoscenza dell’esistenza di un “lavoro” come quello del ricercatore paranormale ma è altrettanto lesivo, in quanto viene preso QUEL MODELLO come riferimento. E tutto si limita poi ad un bel rilevatore ed una telecamera IR. Non funziona così, non deve funzionare così!!

La ricerca strumentale nei casi di fenomeni spontanei deve seguire pochi e semplici passi che sono però INDISPENSABILI per non prendere degli abbagli colossali. Facciamo qualche esempio pratico:

 

 

Il famigerato K2, oggi non ha più ragione di essere utilizzato in ricerca paranormale. Abbiamo effettuato test e studi per anni per comprendere se e come il campo EMF possa essere un indizio di paranormalità ma ad oggi, nulla ci lascia intendere che sia così. Un breve ma significativo elenco di strumenti che vicini o lontani (l’EMF rimbalza sulle rocce ad esempio) fanno accendere le famigerate lucine.

  • le videocamere professionali
  • i walkie talkie 
  • i telefoni cellulari
  • router wireless

Questi apparecchi sono responsabili dell’accensione dello strumento, anzi, lo fanno letteralmente impazzire. Se ne deduce che (oggi è praticamente impossibile trovare un luogo privo di Wifi o persone senza cellulare, figuriamoci le due cose insieme) andremmo a leggere SOLO FALSI POSITIVI. (Anche noi emettiamo EMF, anche le rocce lo fanno quindi mettiamoci l’anima in pace..Nel 2018, dove i campi elettromagnetici sono continuamente intorno a noi, è inutile continuare ad emozionarsi davanti a delle lucine che si accendono. Questo come spesso accade porterà molti a “storcere il naso”, lo so bene, ma qualcuno doveva pur dirlo, con buona pace delle televisioni e di chi fa ricerca-spettacolo credendo ancora che questo strumento possa rilevare attività paranormal di qualche tipo. Se la ricerca deve prendere una direzione seria ed univoca è necessario mettere in chiaro alcuni aspetti fondamentali. (Noti già da tempo a chi fa ricerca seria).

2 Rumori di sedie, buste che si stropicciano, un’elevata presenza di rumore bianco magari misto a dei passi di persone presenti, portano il cervello umano ad un’interpretazione sbagliata ed in un attimo tutto diventa una voce, una frase o un leggero bisbiglìo dall’aldilà. Le voci qualora si presentassero, devono risultare chiare effettuando dei test precedenti sul loro significato (senza svelarlo prima). Poi se ne può dedurre il significato in quanto se una percentuale più alta di persone riscontra la stessa frase, allora la si può considerare attendibile. Durante una sessione metafonica si prenda nota di ogni movimento o colpo generato dai presenti o dall’ambiente, altrimenti si andranno per distrazione a leggere risultati alterati o comunque non riconducibili ad alcun fenomeno paranormale.

3 Ci vuole una preparazione di base molto precisa. Non tutti i fenomeni devono attribuirsi ad una coscienza sopravvissuta alla morte fisica. Esistono un gran numero di ipotesi aggiuntive che bussano alla porta della scienza e che il ricercatore deve conoscere per poterle tenere in considerazione. Studiate i i fenomeni ESP, telepatia, chiaroveggenza, precognizione ed altri fattori in seno alla ricerca psichica, solo allora si potrà giungere ad una linea teorica per spiegare (o tentare di farlo) cosa avviene durante l’estrinsecarsi di un fenomeno anomalo.

Si portino degli indizi di prova concreta, non si getti tutto nel calderone solo perché si devono ottenere dei risultati catalogabili come attendibili. Ci si ricordi che se correttamente rilevato, è sufficiente anche solo un “ciao” per poter iniziare a ragionare su un eventuale “extra” e per aver dato un contributo alla ricerca paranormale. Si rammenti anche che la ricerca sui casi di infestazione non è che una delle branche della disciplina parapsicologica (messa in maggiore risalto dalla Televisione e dai Media), ma dietro esistono (o dovrebbero esistere) delle menti che lavorano giorno e notte per portare nuove ipotesi da sperimentare, nuove teorie da verificare e nuovi modelli di lavoro. Può sembrare divertente andare in giro con una videocamera ma credetemi, il lavoro del ricercatore è ben altro. Si ha spesso a che fare con lutti, con persone che soffrono e che cercano una risposta ai grandi interrogativi dell’esistenza umana. Genitori che hanno perso i figli, medium e medianità, situazioni di tensione in famiglie che ho personalmente visto andare a rotoli per delle incomprensioni sull’argomento. Non è facile, non è un gioco e non è un gita per castelli. E’ ricerca ed è fondamentale capire che prima di qualunque rilevazione, il ricercatore deve essere una persona che ascolta, che aiuta, che da spiegazioni e supporto. Credetemi, spesso chi vive questi fenomeni, reali o non reali che siano si ritrova solo e perso, senza nessuno con cui parlare e magari in conflitto con se stesso per via di un lutto. Se volete giocare, fate altro non fate ricerca paranormale e se cercate fama o soldi questa non è proprio la strada giusta. Lo spettacolo e la ricerca sono realtà diametralmente opposteSiate sempre attenti e critici, sia la vostra mente razionale il primo giudice del lavoro da voi compiuto.

 

Daniele Cipriani
Presidente e fondatore
Associazione di ricerca scientifica GHR

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Author: admin