Come si svolge una ricerca sul campo

La ricerca sui casi spontanei, è una branca delle discipline parapsicologiche volta ad indagare in maniera seria e scientifica i presunti fenomeni paranormali che avvengono nei luoghi più vari di tutto il mondo. Con l’avvento delle tecnologie, dal lontano ‘800 (nascita del ghost hunting) ad oggi, il ghost hunter è diventato un vero ricercatore scientifico, utilizzando attrezzature e strumenti molto sofisticati e complessi con protocolli scientifici. Si parla e si documenta su casi di infestazione e di fenomeni anomali da secoli e secoli, ma con l’ausilio delle tecnologie e grazie all’impegno propinato da seri gruppi di ricerca e associazioni varie, nel corso degli anni si sono fatti notevoli passi avanti, portando alla luce a dispetto di film e televisione, quella che è la reale figura di chi effettua rilevazioni sul campo: un ricercatore serio, rigoroso e specializzato in diversi campi del sapere.

Suddividiamo in fasi una ricerca:

Fase 1

La prima fase riguarda prettamente l’attività di ufficio: si cercano testimonianze,si cerca la storia del luogo e le leggende che ruotano intorno alla location. Spesso si deve ricorrere a documenti catastali per avere un’ idea di come era formata la struttura precedentemente. Risulta di fondamentale importanza, in quanto vi è la possibilità che dove ora ci sono dei muri o delle pareti, forse in tempi più remoti si poteva trovare un passaggio o una stanza. E’ importante per una maggiore comprensione spaziale del posto in cui ci si trova. Successivamente si cercano tutte le notizie che possono essere utili a delineare una metodologia di ricerca che cambia in base all’ipotesi sulla quale si dovrà lavorare.

Fase 2

Nella seconda fase, si svolgono uno o più sopralluoghi diurni del posto. Molti luoghi che si visitano spesso sono in condizioni non proprio ottimali, a volte addirittura vi sono rischi di crolli o pericoli più in generale per l’incolumità dei presenti. Ovviamente il buon senso in casi del genere deve primeggiare e se c’è qualche pericolo si abbandona l’idea di poter indagare. Importante risulta questa fase perché si ha la possibilità anche di farsi un’idea degli spazi in cui ci si può muovere, si possono raccogliere i primi scatti fotografici e le rilevazioni preliminari, atte a conoscere la natura del terreno, le condizioni in cui verte e le possibili cause naturali di eventi precedentemente descritti e definiti paranormali.

Fase 3

La più nota e più conosciuta, riguarda il momento di utilizzare la strumentazione. Molti prediligono la notte per questo tipo di rilevazione ma ovviamente un fenomeno che si manifesta di notte, può manifestarsi anche di giorno per cui se non vi sono vincoli di natura preliminare (es. l’apparizione avviene di notte ad una determinata ora) è preferibile effettuarla alla luce del giorno, semplicemente perché più funzionale a livello di lettura della strumentazione. Si inizia con il posizionamento delle videocamere IR nei punti maggiormente sensibili, si fa lo stesso con i registratori così da ottenere un monitoraggio costante audio/video. Successivamente si passa al posizionamento di vari tipi di strumentazione per rilevare la variazione di parametri ambientali (Temperatura, pressione, EMF, moviemnto, umidità, etc..etc..). L’intero ambiente verrà poi fotografato da speciali macchine IR ed UV e monitorato costantemente con camere termiche. Durante tutta la ricerca uno dei presenti, armato di carta e penna e con la massima attenzione deve riportare ogni evento dubbio, ogni rumore ed ogni cosa gli accada intorno. Questo passaggio è fondamentale per non incappare successivamente in falsi positivi.

Fase 4

Questa è la fase più lunga ma è anche il cuore delle attività di ricerca sul campo. Tutto il materiale ricavato, che mediamente si aggira sulle 16 ore tra audio e video, centinaia di scatti fotografici e diverse fotografie termiche da rivedere, deve essere analizzato con molta attenzione alla ricerca di anomalie significative.

Harry Price – Uno dei primi “ghost Hunter” (Londra, 1881)

 

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