Esp – Percezioni Extrasensoriali

ESP – Percezioni Extrasensoriali

ESP è l’acronimo di Extra Sensory Perception, coniato dal prof. Rhine, pioniere degli studi sulle facoltà extrasensoriali. Rientrano nella casistica di fenomeni ESP tutti quei casi che presuppongono lo scambio di informazioni tra esseri viventi, e tra gli stessi e l’ambiente. Visioni di eventi che non sono ancora avvenuti, conoscenza di fatti che stanno avvenendo magari in un’altra città, fino alla percezione di qualcosa che sta pensando un altra persona. Rientrano quindi in questa casistica ad esempio i fenomeni di telepatia, precognizione e chiaroveggenza. Esistono molti altri fenomeni che però preferisco non citare e sui quali magari tornerò in seguito. La particolarità di questi fenomeni, ed è bene sottolinearlo per evitare facili speculazioni sul tema, risiede nel fatto che si manifestano in maniera spontanea ed incontrollabile e questo da una parte li rende fortemente instabili dal punto di vista sperimentale. Esistono però diverse possibilità di studio, attraverso le sperimentazioni sulla persona che produce i fenomeni. A tal proposito, rimando alla vasta letteratura in merito sulle sperimentazione ESP effettuate da Karl Zener agli albori della ricerca psichica.

Dobbiamo abbandonare il concetto di “telepatia” o “precognizione” come di un fenomeno “magico”, innaturale e derivante da chissà quale arcana forma di occultismo.Quando parliamo dei fenomeni ESP è bene capire che parliamo di qualcosa che è totalmente e completamente naturale, se pur incontrollabile risulta essere una delle capacità dell’essere umano, latente ma senza dubbio del tutto normale.

Consideriamo che gli esseri umani utilizzano una percentuale molto bassa del proprio cervello e ad oggi, moltissimi dei suoi meccanismi sono totalmente sconosciuti alla scienza classica. E’ così assurdo che la percezione possa tal volta seguire una linea spazio-temporale diversa ? Il tempo lo immaginiamo come qualcosa che “scorre in avanti”, così come lo spazio lo immaginiamo come qualcosa di misurabile, ma tutto questo è una convenzione dell’essere umano, un qualcosa inventato da noi. Potrebbe accadere ed accade che i nostri sensi, percepiscano per vie ancora sconosciute delle informazioni che con l’ausilio dei sensi classici non possono acquisire. Facciamo alcuni esempi:

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Telepatia:

E’ importante capire che il termine “lettura del pensiero” è totalmente errato. Questo presupporrebbe che la mente di un individuo sia simile ad un libro e quindi ci si possa leggere all’interno con estrema facilità. Ciò che in realtà avviene è una “trasmissione del pensiero”. In qualche modo il percipiente riesce a condividere i contenuti mentali di un’altra persona, acquisendo ciò che l’altra mente sta elaborando.

Chiaroveggenza:

E’ la facoltà che si innesca quando un essere vivente percepisce qualcosa che sta accadendo in un dato luogo, senza l’ausilio dei sensi classici. Poniamo che una donna stia aspettando il marito di ritorno da un viaggio. Improvvisamente un senso di malessere la coglie, si sente svenire, e “sente” che per qualche ragione totalmente illogica, (dal suo punto di vista) al marito è capitato qualcosa di brutto. Telefonando all’aeroporto si rende conto che è appena avvenuto un incidente grave. In questo caso la chiaroveggenza si è innescata in un momento di crisi (la morte). In questi casi il percipiente innesca il fenomeno, e funziona (parlando senza tecnicismi), come una sorta di “antenna” che riceve il segnale (ciò che sta accadendo); la persona che in questo esempio sta morendo non ha fatto nulla, non è il responsabile della percezione, Il fenomeno è quindi da attribuire solamente al percipiente. *

Precognizione:

Anche in questo caso, dimentichiamo numeri a lotto, predizioni di cartomanti e quant’altro conosciamo per colpa di persone poco raccomandabili. Il fenomeno di precognizione consiste nell’acquisire la conoscenza di un fatto che ancora deve avvenire. Poniamo l’esempio appena citato per far capire meglio. La stessa signora che prima aveva percepito cosa stava succedendo al marito in un dato momento, adesso vede come in un flashback che dura mediamente qualche secondo, la scena del marito che perde la vita sul quel volo. Facciamo bene attenzione e ricordiamo che questi fenomeni sono ‘spontanei e non controllabili’, lo specifico ulteriormente per non dare adito a facili strumentalizzazioni sull’argomento come figure eroiche che salvano persone, predizioni che evitano incidenti, se pur qualche caso illustre in tutta la storia paranormale esiste.

Psicometria:

E’ la facoltà di conoscere la storia e gli avvenimenti a partire dal tocco di un oggetto. Una teoria della metà dell’800 asserisce che gli oggetti, gli ambienti, rimangano “impregnati” della propria storia e del proprio vissuto. ed un sensitivo particolarmente dotato, entrando in contatto con questi oggetti, può venire a conoscenza di questi fatti. Un esempio molto suggestivo e conosciuto è ad esempio il fenomeno della psicometria ambientale: un sensitivo entrando in un luogo (senza ovviamente sapere dove si trova e perché) percepisce cosa fu in passato, e le cose che avvennero magari a distanza di secoli.

Tratto da: Panorama.it – Giornale

L’esperimento ha dell’incredibile, e in pochi minuti la notizia ha fatto il giro del mondo: un’équipe di scienziati è riuscita a far comunicare telepaticamente due ratti, connessi a distanza tra loro grazie a microelettrodi inseriti nel cervello. Le informazioni che gli animali si sono trasmesse, da una gabbia all’altra (alla Duke University, North Carolina, e nel Centro di Neuroscienze di Natal, in Brasile), riguardavano le istruzioni per azionare una leva e ottenere acqua. Il test è stato condotto in questo modo: al ratto americano, indicato come encoder, è stato insegnato a premere un tasto nel momento in cui si accendeva una luce per ricevere un po’ d’acqua; la sua attività cerebrale veniva registrata, tramite elettrodi impiantati nell’area che processa le informazioni tattili, e poi inviata al ratto brasiliano, il decoder, sotto forma di stimolazione elettrica.

Risultato: il secondo animale, che si trovava in una gabbietta simile (ma non aveva ricevuto alcun addestramento) è stato in grado di premere la leva sette volte su dieci per ottenere l’acqua.

In un certo senso, riceveva le informazioni giuste dai «pensieri» del primo ratto. “Il risultato non è stato immediato: abbiamo impiegato circa 45 giorni di training, poi c’è stato un momento in cui è avvenuto il click”, ha raccontato Miguel Nicolelis della Duke University. “Improvvisamente il secondo ratto si è detto: “Ehi, la soluzione è dentro la mia testa!” e ha risolto il problema”. Quando il secondo animale, il decoder, ha premuto la leva giusta, il primo, l’encoder, ha ricevuto una ricompensa extra. Ciò ha fatto sì che i suoi segnali cerebrali diventassero più chiari, migliorando la loro decodifica da parte del secondo ratto.I ricercatori vogliono ora  tentare di collegare tra loro migliaia di neuroni, registrandone l’attività elettrica, sempre usando animali per risolvere problemi complessi. L’importanza di questo primo esperimento è notevole: è probabilmente il primo passo verso la realizzazione di un megacomputer organico, resa possibile mettendo in rete più cervelli. “Potremo avere il modo di scambiare informazioni tra milioni di individui, semplicemente pensando! Credo che in qualche decade potremo comunicare in questo modo, magari usando tecniche meno invasive degli elettrodi” ha azzardato Nicolelis.

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