La Metavisione

La metavisione è una tecnica di transcomunicazione strumentale video. Così come la metafonia rappresenta il ponte di comunicazione “audio” con piani esistenziali differenti, altrettanto sembrerebbe avvenire con questa tecnica con la sola differenza che attraverso la metavisione si ottengono delle vere e proprie immagini. Come in molti casi, anche questa tecnica prescinde dalle capacità medianiche dello sperimentatore e dall’intervento di forze che alterano il normale funzionamento degli apparecchi coinvolti, portando alla formazione di figure che normalmente non comparirebbero. Uno dei pionieri della metavisione fu Klaus Schreiber, dopo il contatto con la figlia Karin attraverso la metafonia, ricevette un messaggio in cui era chiaro che le entità intendevano manifestarsi attraverso il televisore. Dopo attenti consigli ricevuti tramite registrazioni, si accinse a creare uno “schema di lavoro” per ottenere le immagini sul proprio televisore. Dopo la ricezione di diverse immagini, volti e figure intere decise di allestire un vero e proprio laboratorio dove riprese e catalogò centinaia se non migliaia di video ed immagini provenienti presumibilmente da altre realtà dimensionali. A lui dobbiamo il nome della “tecnica Schreiber”. (Un particolare metodo di collegamento tra videocamere e televisore utile a portare il giusto segnale per la ricezione delle anomalie).

In foto Klaus Schreiber

Cosa e serve e come praticare la metavisione

Due telecamere 

Un televisore a tubo catodico

Lampade UV

Cavi RCA per il collegamento

Si deve collegare la telecamera con il televisore attraverso dei cavi RCA in modo che si veda in tempo reale ciò che si sta riprendendo. Si punta a circa un metro e mezzo dal televisore stesso, puntandola verso lo schermo. Si otterrà quindi un “loop” tra la videocamera ed il televisore e vedremo sulla TV la TV stessa ripresa dalla videocamera. Ovviamente va regolato lo zoom finché non si ottiene un effetto lampeggiante. Una volta creato il circuito, se si accendono delle lampade UV si invierà un ulteriore segnale elettromagnetico al televisore, questo per far si che tutte le forze elettromagnetiche in gioco siano totalmente fuori controllo e si possano quindi prestare alla manifestazione di forme anomale (Un po’ come avviene con il segnale audio portante delle registrazioni metafoniche). 

La seconda videocamera serve per inquadrare il televisore e registrare le formazioni anomale che cogliamo sullo schermo. Si necessita di molta attenzione ed è consigliabile la scansione dei fotogrammi del video che otteniamo dalla seconda videocamera. Le manifestazioni dei volti e delle figure ha una durata massima di 0,5 secondi circa, è per questo che è necessaria la scansione dei fotogrammi e la massima attenzione nel momento della registrazione.

 

Esempio di schema tratto dal sito di Marco Luzzatto, abilissimo sperimentatore odierno di cui parleremo tra poco.

Esempio del segnale che si deve ottenere (lampeggiante)

Anche in questo caso è fondamentale la medianità dell’operatore. Si tratta di forze che operano l’una insieme all’altra, la medianità come spesso accade funge da catalizzatore per il fenomeno, permettendo così alle formazioni anomali di mostrarsi all’interno del televisore. Le spiegazioni del fenomeno sono molteplici, le ipotesi maggiormente accreditate vogliono che i volti che compaiono sullo schermo siano di persone che non sono più in vita e che vogliono mostrarsi ai propri cari per rassicurarli. Un altra interpretazione è quella che vuole che sia l’azione psichica (PK) dell’operatore sul circuito a far materializzare all’interno dello stesso volti e figure. Ci risiamo, ancora una volta torna l’eterna battaglia “animismo Vs spiritismo”. Il fenomeno è squisitamente paranormale e l’interpretazione dello stesso prescinde da diversi fattori incontrollabili. Sicuramente le manifestazioni che si presentano, se “arrivano” in risposta ad una richiesta precisa di una persona che cerca il proprio caro, diventa improbabile che c’entri qualcosa lo psichismo dell’operatore. Si devono in ogni caso effettuare dei controlli biometrici tra le ‘meta-immagini’ e le foto reali,  quantomeno per assicurarsi che le linee fondamentali dei volti corrispondano e che il nostro bisogno di vedere un caro estinto non influisca più di quanto è normale che faccia. 

Marco Luzzatto, Un brillante ricercatore Italiano

Marco Luzzatto è un ricercatore che ho avuto il piacere di conoscere personalmente. Dopo anni ed anni di attenta ricerca e catalogazione di immagini di natura paranormale ha elaborato una tecnica particolare modificando con sapienza la precedente e già nota tecnica Schreiber. Ho avuto personalmente il piacere di assistere ad alcune delle sue sperimentazioni che hanno portato alla manifestazione di “meta-immagini” chiare e vivide. Un altro esempio di come nel nostro paese la ricerca psichica sia ancora viva ed in continua evoluzione. In allegato, una serie di immagini registrate da Marco.

 

 

 

 

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