La Psicocinesi (PK)

 

Il termine ‘psicocinesi’ deriva dal greco e significa “Movimento mediante la mente”.  Questo tipo di fenomeno talvolta chiamato “Telecinesi”, sembra violare i principi secondo i quali per interagire su un oggetto, si deve applicare una forza fisica nota. Il fenomeno avviene nel momento in cui un essere vivente agisce sull’ambiente circostante per vie non convenzionali. Esistono una moltitudine di fenomeni che derivano da interazioni psicocinetiche quali ad esempio: idrocinesi, pirocinesi, levitazione ed altri ancora. I fenomeni vengono classificati per effettuare una distinzione categoriale in:

Macro PK – Il quale effetto è visibile ed interessa il mondo materiale percepibile con i nostri sensi classici.  (Spostamento di oggetti, rottura di vetri, etc)

Micro PK – Il quale effetto interessa cambiamenti a livello microscopico, non percepibili dai nostri sensi classici. (Influenza su una serie di numeri casuali, influenza sull’uscita di un numero nel lancio dei dadi, etc)

Macro PK
Fenomeni di tipo psicocinetico interessano da sempre parapsicologi e studiosi di molte discipline; si pensi ad esempio ad uno dei medium maggiormente studiati e capaci, Daniel Dunglas Home, che attraverso la psicocinesi riusciva a manifestare fenomeni decisamente interessanti tra i quali:

levitazione di piccoli oggetti
accensione e spegnimento di luci
far emettere suoni a strumenti distanti dalla sua portata
battere colpi sulle pareti (Raps)

e produrre una serie di fenomeni fisici davvero inusuali. Lo stesso medium è stato studiato e controllato da una moltitudine di scienziati e studiosi (tra i quali William Crooks), senza mai essere colto in frode. Casi eclatanti di manifestazioni psicocinetiche macroscopiche, le conosciamo anche grazie ad eventi che talvolta arrivano a diventare prepotenti ed eclatanti quali i casi di Poltergeist. 

L’osservazione dei fenomeni in esame, ci suggerisce che vi sia un rapporto tra volontà e ambiente esterno, quindi tra coscienza ed ambiente esterno. A questo punto diventa lecito pensare che la coscienza ed i suoi rapporti con la mente (nel caso si pensino come entità a sé stanti), non prescindano dall’attività  biochimica o bioelettrica del cervello. Ipotesi questa, ancora da confermare.

Micro PK
Studi su fenomeni di interazione microscopica devono avvenire e sono avvenuti da sempre in laboratorio, usando tra i tanti metodi, quello dell’influenza volontaria su un generatore di numeri o segnali casuali. Non ci soffermeremo sulla modalità di creazione dell’esperimento e sulle frequenze generate dallo strumento, ci basti sapere che fu creato appositamente affinché generasse dei segnali casuali, mai uguali tra loro. Posti dei soggetti presi a campione davanti al generatore, si misurò a livello statistico la possibile influenza PK sul generarsi di numeri casuali, tentando di sperimentare se la volontà del soggetto potesse portare ad una maggiore comparsa di numeri rispetto alla casualità globale degli altri. Gli esperimenti ebbero successo; vennero studiati a livello statistico, escludendo ovviamente “il caso” attraverso precisi metodi statistici. Furono ripetuti diverse volte da studiosi di tutto il mondo con discreto successo.

Finora abbiamo analizzato casi nei quali è subentrata un azione di tipo PK volontaria e cosciente; è lecito quindi, immaginare che esistano dei casi nei quali questa interazione avviene in maniera totalmente involontaria.

 

NR-SPK (Psicocinesi spontanea non ricorrente)
Il fenomeno in esame è uno tra quelli maggiormente difficili da studiare, in quanto sembra avvenire in maniera totalmente improvvisa e viene notato solamente dal percepiente.
Ci addentriamo quindi in quei casi che si vivono all’ordine del giorno, fuori dai laboratori e che accadono e potrebbero accadere ad ognuno di noi.
“…Ero a casa ed improvvisamente sento un senso di oppressione, di malessere ed improvvisamente cade un quadro di mio marito appeso sulla parete accanto a me. Poche ore dopo vengo a sapere che mio marito è morto in un incidente proprio nel momento in cui è caduto il quadro…”
“…Mi trovavo a lavoro, quando improvvisamente sento rompersi in maniera spontanea una bottiglia sul ripiano; mi volto e la trovo in mille pezzi, non so perché telefono a mio figlio e scopro che ha avuto un incidente, ma fortunatamente, per poco non è stato mortale…”
Casi del genere, indicano la presenza di un fenomeno di interazione psicocinetica che interessa solamente la persona che la percepisce. Non vi è nella maggior parte dei casi un’intenzionalità dell’altra persona ad inviare un qualunque tipo di segnale. I fenomeni interessano oggetti di uso comune: orologi che si fermano o si avviano da soli, mobili che si rompono o si spostano, quadri che si staccano e molti di questi casi sembrano essere riconducibili a momenti di crisi (morte, incidente, etc) vissuti da una persona e percepiti da un’altra. Risulta essere anche presente una componente di tipo affettivo tra il target (colui che vive la crisi) ed il percepiente, anche se non è una componente necessaria affinché il fenomeno si manifesti, è presente in molti casi studiati.

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