Le Rilevazioni Ambientali

PERCHE’ UTILIZZIAMO L’INFRAROSSO E L’ULTRAVIOLETTO NELLA FOTOGRAFIA PARANORMALE

La fotografia IR ed UV apre una dimensione nuova, un modo di vedere maggiormente ampio rispetto a quanto siamo abituati. Lo spettro della radiazione luminosa è molto più vasto di quello che l’occhio umano può percepire,lo scatto IR quindi, cattura ciò che l’essere umano non vede perche sensorialmente limitato. Da questo si evince quindi il perché si utilizza nel campo della ricerca questo particolare tipo di fotografia. Ci permette, se così possiamo dire, di “vedere l’invisibile”. La fotografia nell’IR e nell’UV non è molto comune ai non appassionati in quanto le moderne macchine digitali, possiedono al loro interno un filtro al niobato di litio che non lascia passare ne l’infrarosso ne l’ultravioletto. Risulta quindi doveroso (ma non è l’unico metodo) modificare la propria camera o rimuovendo il filtro e sostituendolo con uno Passa-IR, Passa UV, (modifica irreversibile) oppure utilizzare dei filtri esterni esistenti in commercio. Ovviamente con la prima delle soluzioni andremo in contro ad una serie di problemi di messa a fuoco, di esposizione e di tempi di scatto non indifferenti, che non esplichiamo perché sarebbe troppo complesso e non necessario. Si deve quindi avere una buona dose di conoscenza in ambito fotografico, o in alternativa tanta pazienza per effettuare le prove necessarie affinché la foto risulti ottimale. Le migliori foto di possibili formazioni “extra” sono state fatte con l’ausilio di tecnologie che utilizzano proprio l’infrarosso.

Viste le tante fotografie strane che circolano sul web è doveroso ricordare che se una foto risulta mossa o ci sono delle scie dovute ai tempi di posa sbagliati, suddetta foto NON DEVE ESSERE NEANCHE PRESA IN CONSIDERAZIONE altrimenti rischiamo che tutto diventa paranormale quando in realtà ben poche cose possono essere definite tali.

PERCHE’ NELLE RICERCHE PARANORMALI SI MONITORANOI CAMPI ELETTROMAGNETICI (EMF)

Non ci dilunghiamo a spiegare scientificamente cos’è un campo elettromagnetico in quanto non è la sede adatta. Ci basti sapere che in anni ed anni di ricerca, ci si è avvalsi di strumentazioni del genere in quanto è stata correlata la presenza o il passaggio della stessa con il generarsi di campi elettromagnetici più o meno forti. Sembrerebbe trattandosi di una qualche forma di energia, che la stessa vada ad influire o generare campi EMF. Si evince facilmente che si deve eseguire preventivamente una ricerca di EMF “naturali” o comunque pre-esistenti. Non si deve dimenticare per quanto riguarda castelli e rocche ad esempio che esistono alcune pietre che emanano campi elettromagnetici, così come non dobbiamo non tener conto che all’interno di abitazioni private possono passare fili all’interno dei muri, sotto i pavimenti, senza tralasciare gli elettrodomestici, le prese di corrente e molto altro. Sta all’abilità del ricercatore capire quando si potrebbe avere a che fare con una qualche forma di manifestazione anomala. Viviamo perennemente a contatto con fonti EMF di ogni tipo, di per se, durante un analisi la presenza anche improvvisa di un campo elettromagnetico NON è segnale di un attività paranormale a meno che questo non sia coadiuvato da altre anomalie al seguito. Strumenti come il famigerato K2 sono molto simpatici da vedere in televisione ma assolutamente opinabili durante una ricerca effettuata con serietà ed attenzione. Come qualuqnue strumento anche questi rilevatori se usati ricercando una ripetizione classificabile del fenomeno diventano utili o indiziari ma in tanti anni di ricerca non ci sono mai capitati casi significativi da poter annoverare questi macchinari tra quelli utili. Ancora molto c’è da capire e non possiamo ancora ne escludere ne avallare la presunta correlazione tra campi EMF ed attività paranormale.

PERCHE SI UTILIZZA LA TERMOGRAFIA NELLA RICERCA PARANORMALE

La termografia è una tecnica effettuata tramite l’acquisizione di immagini nel campo dell’infrarosso.Con il termine termografia si intende la visualizzazione bidimensionale della misura di irraggiamento. Attraverso l’utilizzo di una termocamera si eseguono controlli non distruttivi e non intrusivi. Le termocamere rilevano le radiazioni nel campo IR dello spettro elettromagnetico e compiono misure correlate con l’emissione di queste radiazioni.
Questo strumento è in grado di rilevare le temperature dei corpi analizzati attraverso la misurazione dell’intensità di radiazione infrarossa emessa dal corpo in esame. Tutti gli oggetti ad una temperatura superiore allo zero assoluto emettono radiazioni nel campo dell’infrarosso. Ma fino a qui, era facilmente intuibile anche dal nome. Nel nostro campo applicativo invece ci torna utile per monitorare l’eventuale passaggio di una presenza o lo stabilirsi della stessa in un luogo o su di un oggetto. Ovviamente il nostro occhio, ne i nostri abituali sensi possono rilevare in maniera cosi precisa una differenza di temperatura. Altro aiuto che ci viene dato dalla termocamera è quello di darci una risposta visiva (immagine) dell’informazione rilevata. E’ quindi possibile supporre che là dove esiste una componente di calore anomala, possa essere in corso una manifestazione di tipo paranormale. Ovviamente ci sono casi assai rari nei quali viene rilevata l’immagine di una materializzazione completa, e questa è la speranza di tutti i ricercatori. Ovviamente non sempre si è cosi fortunati.
Di seguito alcuni scatti, tratti dal web,di una telecamera termica:

  

Anche in questo caso è necessario fare molta attenzione alle superfici riflettenti tipo il marmo o alcuni tipi di rivestiture del legno che possono trarre in inganno. Come sempre, occhio critico ed attenzione sono fondamentali per ogni tipo di attrezzatura utile alla ricerca.

 

 

 

 

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