Medium e Medianità

Molto spesso si sente parlare di medium: persone in grado di comunicare con l’aldilà. Ma realmente cos’è un medium? Non mi dilungherò sulle numerose figure del passato che hanno riempito la letteratura del mondo paranormale. Il seguente articolo vuole solo essere una sorta di introduzione e di piccola guida pratica, per capire e conoscere meglio le facoltà di una persona che vive a contatto con le energie sottili. E’ importante precisare che il ‘fenomeno medium’ deve essere conosciuto e studiato anche a livello psicologico, subcosciente e cosciente, prendendo in considerazione moltissime ipotesi psico-patologiche, ancora in relazione con la produzione di fenomeni PSI. Ma non essendo questa la sede adatta, mi limiterò ad una trattazione semplice ed introduttiva.

Chi sono i Medium

Il termine “medium” deriva dal latino “medium” (mezzo) ed indica appunto il tramite tra il nostro piano esistenziale e gli altri. I medium fungono a volte come canale per le comunicazioni con entità disincarnate. Essi lavorano e producono fenomeni in stati di TRANCE. Rari ma presenti, sono i casi in cui la fenomenologia avviene in stato di coscienza. Non si conoscono le dinamiche psico-fisiche di questo stato, ma si può dire con assoluta certezza che si tratta di stati alterati di coscienza. Esistono diversi livelli di trance: dalla meno profonda alla più profonda, con perdita totale o parziale di coscienza. In questo stato i medium producono fenomeni oggettivi, come spostamento di oggetti, creazione di luci e portano messaggi attraverso delle pratiche specifiche apparentemente provenienti da entità disincarnate. Le caratteristiche della medianità sono ancora oggi in discussione; si è certi essere ereditarie e spaziano tra uomo e donna, giovane e meno giovane, toccando tutti gli status sociali ed i vissuti esperienziali, senza distinzione alcuna. Come tutte le facoltà umane, è passibile di sviluppo con tecniche quali meditazione, respirazione e visualizzazione. Accade spesso che ci si accorga di avere delle doti a seguito di un trauma, di un lutto o di un periodo emotivamente difficile. Molti sono i medium che hanno scoperto di essere tali proprio dopo aver vissuto un lutto, al seguito del quale si è presentata la figura della persona deceduta, parlando ed interagendo con il medium o attraverso lo stesso. Le più grandi associazioni di ricerca psichica, studiano da sempre le facoltà dei medium ed i fenomeni che producono. Rimando alla folta bibliografia su alcuni dei più grandi medium tra i quali:

  • Daniel Dunglas Homme
  • Florence Cook
  • Gustavo Rol
  • Eusapia Palladino
  • Roberto Setti
  • Corrado Piancastelli
  • Demofilo Fidani
  • Eusapia Palladino

Il grande Medium Demofilo Fidani

Alcuni esempi di effetti fisici

Questo tipo di manifestazioni agisce in maniera macroscopica sull’ambiente. Durante un contatto o in presenza di un medium, possono avvenire tra le altre, le seguenti manifestazioni:

Materializzazioni Un fenomeno attraverso il quale il medium produce figure complete o incomplete antropomorfe. (celebri i casi del passato con ectoplasma)

Xenoglossia Il parlare lingue sconosciute al medium

Apporti Da punti non noti dell’ambiente e talvolta dalla bocca del medium stesso, si manifestano oggetti. medagliette, catenine, spesso appartenenti ai secoli passati.

Voci dirette Vere e proprie frasi si producono spontaneamente nell’ambiente.

Scrittura automatica Il medium scrive con calligrafia non propria dei messaggi apparentemente provenienti da entità disincarnate.

Un famoso Apporto del medium Roberto Setti del Cerchio Firenze 77

Tra fenomeni animici ed entità disincarnate

Durante un contatto medianico, la gamma dei fenomeni ai quali si assiste è assai vasta. Capita non di rado che molti medium diano informazioni ai presenti circa situazioni ed esperienze che solo loro potevano conoscere. Ci troviamo sicuramente (se in condizione di controllo), davanti alla produzione di un fenomeno paranormale. A questo punto diviene però lecito porsi un quesito: il medium è realmente sotto l’influenza psichica e trascendente di un’ entità disincarnata oppure sta agendo un fattore ESP, quale ad esempio la telepatia? Rispondere a domande come questa ancora oggi ci rimane complesso e risulta essere materia di dibattito da sempre. Attraverso l’ipotesi “PSI”, vengono meno molti casi di presunti contatti e vengono messe in discussione molte esperienze e molte circostanze, nelle quali il contenuto dei messaggi del medium sembrava provenire da spiriti. Altresì, non è sufficiente la spiegazione PSI quando abbiamo a che fare con dei casi (ve ne sono tantissimi), nei quali, medium nel mondo vengono a conoscenza di identità e particolari della vita di persone defunte, con le quali non avevano avuto nessun tipo di contatto quando erano in vita. Esemplificativi sono i casi in cui dei medium, diversi tra loro, riferiscono messaggi che messi a confronto tra loro, portano ad ‘un solo’ messaggio  riconducibile ad una persona defunta. Ovviamente un’ipotesi non deve necessariamente escludere l’altra, le due tipologie possono coesistere ma la difficoltà sta soprattutto nel riconoscere e classificare la natura dei fenomeni. Qualora non ve ne fossero (ed esiste questa possibilità), va ricercata nelle parole del sensitivo una corrispondenza con dei fatti che però nessuno deve conoscere e debbono essere verificati a posteriori. Torniamo sempre al punto di cui sopra. Essendo una disciplina complessa siamo costretti ad essere selettivi e rigorosi, in quanto prima di affermare che esiste un contatto con entità, dobbiamo escludere fattori naturali, psicologici, inconsci… ed appurato questo, si deve cercare di scindere i fenomeni parapsicologici (come la telepatia) dal contatto vero e proprio. Tutt’altro discorso e relativamente più semplice, risulta essere il lavoro dei ricercatori quando il medium tenta un contatto e la sperimentazione è guidata, seguita e messa a punto dai ricercatori stessi, con esperimenti mirati in condizione di controllo.

Il lavoro del medium a contatto con i gruppi di ricerca

Sempre più spesso veniamo a contatto con spettacolarizzazioni della figura del medium nelle trasmissioni televisive e lo vediamo aggirarsi nei luoghi, sentendo voci, vedendo figure o simili. In realtà la collaborazione, per come la intendo io, deve avvenire in primo luogo cercando di capire con esperimenti mirati, che tipo di capacità ha il medium stesso. Essendo una figura chiave nella ricerca non ci si può e non ci si deve affidare soltanto a cose che vede o sente soltanto lui. Parliamo di una dote sicuramente complessa, con modalità esplicative molteplici ma pur sempre evidenti.

La percezione extrasensoriale del medium è già di suo, se verificata con contributi storici e fatti rilevabili a posteriori, un elemento primo e fondamentale. Ci aiuta a capire in che luogo ci troviamo e cosa è accaduto al suo interno (il tutto deve però essere assolutamente verificabile a posteriori). Se questa fase viene eseguita correttamente, (ad esempio con un esperimento a cieco singolo o doppio cieco) si è dimostrata ancora una volta l’affidabilità nonché l’esistenza dell’ESP. Per quanto riguarda il contatto con entità disincarnate, la questione diventa molto complessa. Non ci si può affidare semplicemente a delle parole dette dal medium, che sembrerebbero per qualche ragione avere un nesso con la storia del luogo. L’eventuale intervento di entità tramite il medium, produce fenomeni come lo stato di trance, la xenoglossia o altri tipi di manifestazioni significative. 

La frode

Personalmente, ho avuto contatti con molti medium o pseudo tali. Bisogna fare attenzione soprattutto quando si sta attraversando un lutto o un momento difficile. La crisi della morte è ancora oggi un tabù; i riti religiosi non sono sufficienti a colmare il dolore di una perdita e le spiegazioni, qualunque esse siano, non colmano il vuoto lasciato dalla persona cara. E’ proprio in questo momento di forte difficoltà emotiva che si è più soggetti ai raggiri di un falso medium. Molti di loro diranno di conoscere le persone venute a mancare; parleranno in maniera approssimativa di parole d’amore e stati d’animo del defunto. E’ necessario più di ogni altra cosa, per capire se il medium è effettivamente capace, metterlo nelle condizioni di ‘fargli dire’ cose precise, che nessun altro potrebbe sapere, eccetto la persona interessata. Non bisogna dare alcuna informazione: la medianità non è un gioco e nonostante si manifesti soggettivamente in base alle persone, esistono dei crismi che devono essere rispettati. Si pensi che anche in casi di identificazione spiritica (dare informazioni che nessuno può conoscere), esistono delle spiegazioni alternative alla comunicazione con il caro estinto. Diventa quindi per il ricercatore impresa assai ardua capire senza condizioni di controllo, quando si ha a che fare con persone realmente capaci. Molti di loro usano delle tecniche di comunicazione non verbale, leggendo le espressioni che si dipingono sul volto della persona dinnanzi a loro; capiscono così se la strada che hanno intrapreso è quella giusta e continuano in questo modo. Mi sento tranquillamente di poter dire che esistono dei metodi per mettersi in comunicazione con‘’l’Oltre”, ma difficilmente questo può avvenire tramite singoli individui non controllati o non in stretto contatto con gruppi di ricerca seri e scientifici. Vedendo un medium entrare in un castello (famoso per la propria storia) ed iniziare a parlare della storia stessa, magari inserendo dei momenti di forte emotività, ci può colpire ma non ci deve ingannare. La stessa cosa, conoscendo la storia del luogo la potremmo fare anche noi in qualunque momento. Diffidate sempre, ponetevi delle domande e siate sempre critici e attenti.

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