Ernesto Bozzano

Ernesto Bozzano
 

Nato a Genova il 9 gennaio 1862 in una famiglia benestante, quarto di cinque fratelli, all’età di quattordici anni fu costretto dal padre a terminare gli studi per intraprendere un’ altra carriera.

Si dedicò dapprima alla filosofia scientifica, interessandosi soprattutto a quella dell’Inglese Herbert Spencer (1820-1903). Esordì, come molti giovani con un periodo letterario-poetico, pubblicando anche due volumetti di versi. Ma non tardò a sopraggiungere per lui, irresistibile, il bisogno di tutto indagare, di tutto sapere! Così letteratura, filosofia, psicologia, fisiologia, astronomia, geologia, paleontologia e tutte le scienze naturali in genere formarono lo studio assiduo della sua gioventù fino all’età di trent’anni.

Bozzano si appassionò alla letteratura a dodici anni, e per quanto così giovane procedette sistematicamente in questo studio. Lesse con grande amore le opere maggiori della letteratura italiana e si dedicò anche allo studio della lingua inglese, di cui aveva appreso primi rudimenti nelle scuole tecniche. Si diede con tale ardore allo studio di questa lingua, che dopo quattro mesi era in grado di leggere e di comprendere benissimo le opere dei grandi autori britannici. Soprattutto i suoi prediletti: Milton, Shelley, Byron e Shakespeare.

Come scritto in precedenza, anche gli studi scientifici avevano affascinato il Bozzano fin da quando era ragazzo, ma sopra ogni cosa un grande problema lo avvinceva: la comprensione del “problema dell’Essere”, del “mistero della vita” e del “perché dell’esistenza”.

Venne così impostandosi per lui un periodo di tempo che possiamo individuare come il suo «decennio filosofico», e che va dal 1882 al 1892. Lungo tale decennio egli cercò di far suo il pensiero dei maggiori filosofi: da Platone a Hegel, da Descartes a Rosmini e Gioberti.

Ma tali lunghe e laboriose indagini nel dominio della filosofia non approdarono a nulla di concreto, anzi, egli si addentrò più che mai negli abissi del dubbio. Si rivolse allora alla filosofia scientifica, e lo studio che esercitò fin dal primo momento il maggior fascino sulla sua mente fu quello del sistema di Erbert Spencer, il grande filosofo inglese, che egli considerava «l’Aristotele dei tempi moderni».

Per due anni consecutivi egli non fece che studiare, annotare e classificare l’intero contenuto dell’imponente sistema filosofico spenceriano, in cui tutte le branche dello scibile convergono apportando il loro contributo alla comprensione scientifica dell’universo creato. Ne derivò che l’assillante “problema dell’ Essere” sembrò risolto per il nostro autore, in quanto il positivismo meccanicista di Spencer gli parve la Verità che con tanta appassionata tenacia andava cercando. Bozzano divenne così un positivista tanto convinto, che gli sembrava inverosimile che potessero esistere persone colte e dotate di senso comune, le quali credessero all’esistenza e alla sopravvivenza dell’anima. Queste cose Bozzano non si limitava a pensarle: scriveva anche articoli appassionati e audaci in sostegno delle sue convinzioni. Ma l’ anno che doveva determinare tutto il futuro orientamento della sua vita stava avvicinandosi: doveva essere il 1891. In quell’anno il Prof. Ribot, direttore della «Revue Philosophique», scrisse a Bozzano informandolo che avrebbe ricevuto una nuova rivista intitolata «Annales des Sciences Psychiques», della quale era promotore il Prof. Charles Richet, il grande fisiologo francese.

Ribot esortava Bozzano a leggerne attentamente il contenuto e a manifestargli il suo parere in proposito, poiché si trattava di una nuova branca di ricerche psicologiche tendenti a dimostrare la possibilità che il pensiero fosse trasmissibile a distanza tra cervello e cervello. La lettura dei primi fascicoli della rivista in oggetto produssero un’ impressione negativa sul positivismo intransigente di Bozzano, poiché gli sembrava impossibile che i rappresentanti della scienza ufficiale discutessero seriamente di trasmissione del pensiero da un continente all’altro, di apparizione di fantasmi telepatici aventi natura veridica e di case realmente «infestate». Tuttavia gradualmente il dubbio che quanto leggeva potesse contenere aspetti di verità cominciò a insinuarsi in lui. Un immenso problema da risolvere si apriva di fronte al Bozzano: si trattava nientemeno che di affrontare su basi assolutamente nuove nella storia di tutti i tempi il problema dell’anima, della morte, della sopravvivenza! Una volta resosi conto, come filosofo, che il quesito poteva essere seriamente posto, non era pensabile per il Bozzano di trascurarlo: il grande enigma doveva essere risolto, sia pure nei termini consentiti dalla limitazioni umane, in tutta la sua estensione e profondità. Il «dado» era ormai tratto. Da quel momento – anno 1891 – inizia il grande fecondo lavoro , per mezzo del quale, in oltre cinquant’anni di pazientissime ricerche che portò avanti con estremo rigore fino al 1943, anno della sua morte, egli giunse a dimostrare su dati di fatto ineccepibili la sopravvivenza umana e la comunione dei defunti coi viventi. In quello stesso anno apparve la traduzione francese del libro “Phantasms of the Living” (Fantasmi dei viventi), recante il titolo modificato di Hallucinations télépathiques. E fu proprio quest’ opera, costituita da un cumulo enorme di casi vagliati e documentati con serietà senza precedenti da Gurney, Myers e Podmore, che valse a convincere il Bozzano della reale esistenza dei fenomeni telepatici.

Il periodo di «crisi di coscienza» si era ormai aperto. Ma la grande scossa alle sue acquisizioni scientifiche di positivista-materialista fu data dall’imponente trattato di A. Aksakoff, Animismus und Spiritismus, che fu pubblicato a Lipsia nel 1890 e apparve subito dopo tradotto in lingua francese.

Nella sua affannosa ricerca della nuova verità, il Bozzano lesse le opere degli autori allora più noti, quali Allan Kardec, Delanne, Denis, D’Assier, Nus, Gibier, William Crookes, Wallace, Du Prel e Brofferio; ma si avvide subito che il problema che si apriva dinanzi ai suoi occhi era talmente grande, che bisognava andarne fino in fondo risalendo alle sue origini storiche. Fu così che scrisse a Londra e a New York per procurarsi le principali opere pubblicate dalle origini del movimento fino al 1870, epoca nella quale le indagini cominciarono ad avere ricercatori anche in Europa. Con l’ arrivo delle opere richieste cominciò per lui il periodo veramente fecondo della sua sistematica attività in campo metapsichico.

Fra le opere che maggiormente esercitarono la loro decisiva influenza, possono citarsi le seguenti:

  • Robert Dale Owen: Footfalls on the Boundary of another World (Passi sui limiti di un altro mondo);
  • Robert Dale Owen: The Debatable Land between this World and the next (Il paese contrastato fra questo mondo e il prossimo);
  • Epes Sargent: Planchette, the Despair of Science (La «planchette», disperazione della Scienza);
  • De Morgan: From Matter to Spirit (Dalla Materia allo Spirito);
  • Dr. Wolfe: Starting Facts in modern Spiritualism (Fatti sorprendenti nello Spiritismo moderno).

Per la storia del movimento spiritico trasse invece grande giovamento dall’ opera magistrale di Emma Hardinge Britten – “Modern American Spiritualism” (Il moderno Spiritismo americano); per la storia dei precursori nel medesimo campo si valse dell’opera in due volumi di William Howitt – “History of the Supernatural” (Storia del Supernormale).

Dal punto di vista invece della fenomenologia medianica ad effetti fisici le relazioni di Mrs. Speer, sulle famosissime sedute sperimentali con William Stainton Moses (annate 1892-1893 della Rivista «Light»; relazioni preziosissime, ma che non vennero mai pubblicate in volume neppure in Inghilterra), furono quelle che esercitarono la massima efficacia sulle sue convinzioni riguardanti l’ intervento dei defunti anche nei fenomeni d’ ordine fisico dell’ alto medianismo.

Da allora Bozzano si impegnò interamente nello studio della metapsichica.

 

Uno dei libri più importanti di Ernesto Bozzano

Più che sperimentatore fu un ricercatore, ordinatore e commentatore dei fenomeni riferiti alla ricchissima letteratura metapsichica del tempo, nella quale le relazioni dei visionari, dei fideisti, dei mitomani e dei ciarlatani erano di gran lunga più numerose di quelle degli studiosi seri.

Bozzano pubblicò cinquantadue lavori che trattavano ogni branca ed ogni aspetto della metapsichica: telepatia, chiaroveggenza, psicocinesi, apparizioni di fantasmi, spiritismo (manifestazioni dei defunti).

Collaborò con numerose riviste italiane e straniere, tra le quali vi è “Luce e Ombra”, fondata nel 1900, con cui redasse i resoconti delle sedute medianiche a cui partecipò.

Intrecciò una fitta corrispondenza con i maggiori rappresentanti della parapsicologia metapsichica fra cui scienziati di valore come i fisici inglesi William Crookes e Oliver Lodge ed il fisiologo francese Charles Richet. Pur essendo soprattutto un ricercatore, si impegnò anche come sperimentatore partecipando sia alle sedute medianiche organizzate dal “Circolo Minerva” a Genova sia a quelle con Eusapia Palladino.

Tratto da “Bozzano fra polemiche ed esperimenti” il “Circolo scientifico Minerva”

Seduta del 5 settembre 1901 (medium Eusapia Palladino). Ecco quanto scrive Ernesto Bozzano in una sua relazione :

Verso la fine della seduta, quando già erasi ottenuto quanto si desiderava in fatto di Fantasmi materializzati,ecco piombare dall’alto,con tonfo rumoroso in mezzo al tavolo,un alcunche’ di grosso e pesante. Allungo il braccio e palpo sul tavolo onde rendermi conto dell’accaduto,e mi capita sotto mano un oggetto che non tardo ad identificareper un grosso panedi quelli foggiati a quattro corni,è denominati di “pasta soda”. Desidero di vedere ed analizzare questo curioso “apporto”, chiedo a “John” il permesso di fare la luce,ch’egli mi accorda; ma,con sorpresa generale,appena fatta la luce,si riscontra che nulla esiste sul tavolo.Si guarda sotto il tavolo,si rovistano gli angoli piu remoti della stanza,si osserva all’interno dei mobili,e in fine,le due signore presenti frugacchiano la medium un pò dovunque; ma tutto e inutile, e il pane non si trova.Non rimane che ricorrere a “John” , al quale per avventura sia stato lui a trafugarlo; ed egli con un gran colpo battuto sul tavolo risponde affermativamente.Prego allora vivamente “John” a volermelo restituire,desiderando farlo vedere ai miei familiari ed amici.Ecco la risposta tiptologica di “John” : “appartiene al fornaio qui vicino.Se ti preme riaverlo, dammi due soldi”: trassi immediatamente due soldi dal taschino del “gilet”, invitando “John” a pigliarseli; ed egli ordinò tiptologicamente “fate l’oscurità”.Cosi mi comportai e in pari tempoci rimettemmo in catena. Io controllavo l’Eusapia con la sinistra,e stringendo fra le dita della mano destra la moneta da due soldi, portai in alto il braccio.Ed ecco che una mano scende dall’altoe mi strappa di fra le dita la moneta.Trascorrono forse venti secondi,e ecco farsi udire un altro tonfo rumoroso sul tavolo, identico a quello senstito in precedenza. Si rifà la luce, e si scorge a noi dinanzi il grosso di “pane soda” scomparso un momento prima. Quanto alla moneta di due soldi, essa e sparita sul serio,e non la troviamo da nessuna parte.

Tratto dal libro “Per la difesa dello Spiritismo” di Ernesto Bozzano

 

Presiedette una serie di sedute spiritiche nel Castello di Millesimo appartenente al marchese Vittorio Centurione Scotto, il quale tentava di entrare in comunicazione medianica col figlio morto tragicamente durante una competizione per la Coppa Schneider. Nel corso delle sedute spiritiche, si sarebbero verificati fenomeni di manifestazione di entità spirituali a voce diretta, calchi medianici, apporti e asporti di oggetti e, in due occasioni anche del proprio corpo.

Bozzano dedicò gran parte della propria vita al tentativo di dare allo spiritismo – materia spesso discussa e controversa – una veste scientifica. Dopo aver vissuto un sodalizio pluridecennale con Gastone De Boni, lasciò in eredità a quest’ultimo una biblioteca di metapsichica fra le più ricche d’Europa, oggi conservata presso la Fondazione Biblioteca Bozzano – De Boni di Bologna.

Ernesto Bozzano lascia questo piano di esistenza 24 giugno 1943.

Grazie ad Ernesto Bozzano e Gastone De-Boni, nasce la Biblioteca Bozzano-De Boni, una delle più importanti e longeve realtà Italiane ed internazionali sulla ricerca psichica.

 

 

Credits

  • Ernesto Bozzano, “Musica Trascendentale”, Mediterranee Edizioni 1982.
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Daniele Cipriani

Author: Daniele Cipriani

Fondatore e Presidente dell’Associazione di ricerca scientifica “Ghost Hunters Roma”. Da oltre 10 anni nel campo della ricerca paranormale e parapsicologica. Si occupa di medianità e dello studio teorico e pratico dei fenomeni paranormali. Presente su diversi articoli per le principali testate giornalistiche Italiane, relatore in numerosi convegni nazionali ed internazionali, presente a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive sulle maggiori emittenti nazionali a scopo di divulgazione delle tematiche di confine.