Inganni della mente nelle sperimentazioni paranormali

La tavola OUIJA e gli inganni del nostro cervello

L’effetto ideomotorio è una reazione inconscia concepita dalla mente che produce una reazione meccanica sul corpo. Quindi un movimento generato da un’idea. Queste risposte del nostro corpo, dette appunto ideomotorie, fanno parte della nostra vita sotto forma di schemi automatici di movimento che si attivano in funzione di stimoli esterni o interiori. 

Immaginate per un attimo di avere una delle mani su un tavolo e un po’ di elettrodi elettroencefalografici sulla testa. A un certo punto qualcuno vi dice: “muovi il dito indice” e voi lo fate. 

La sequenza neurale potrebbe essere concettualizzata (semplificando al massimo) in questi termini: 

 

1. Esecuzione dell’atto/sensazione soggettiva di volontà;

2. Emissione del comando;

3. Esecuzione dell’atto.

 

Sembra ragionevole, ma non è così.

Il tracciato elettroencefalografico mostra, infatti, in una situazione come questa qualcosa di diverso: 

 

2. Emissione del comando;

3. Ritardo di tre quarti di secondo;

1. Esecuzione dell’atto/sensazione soggettiva di volontà.

 

In altre parole, appena il messaggio “muovi il dito” viene percepito, il fatto stesso che questa idea entri a far parte del campo mentale determina l’emissione di un comando coerente pre-motorio che per una frazione di secondo resta “inconscio”. Dopo un certo ritardo il comando giunge a destinazione, determina l’atto vero e proprio e, solo in contemporanea con l’esecuzione, percepiamo la volontà soggettiva di mettere in atto l’azione. Sperimentiamo, cioè, il senso di “aver voluto” muovere il dito. 

Questo potenziale pre-motorio antecedente l’atto volitivo fu scoperto nel 1965 da Hans Helmut Kornhuber e Lüder Deecke che lo definirono “Bereitschaftspotential” (potenziale di prontezza).

Si può facilmente intuire come lo stesso fenomeno possa capitare (con ancor più semplicità) se si utilizza il classico pendolino. A proposito proprio del pendolino, mentre molte persone ancora lo utilizzano per fare divinazione, alcuni scienziati lo hanno utilizzato come esperimento per oggettivare l’effetto ideomotorio. 

L’effetto ideomotorio può trovare terreno fertile anche nell’utilizzo del tavolino danzante o nella scrittura automatica. Se un soggetto si auto-suggestiona, anche inconsciamente, può dare luogo a questo particolare effetto. 

 

BIAS COGNITIVI 

 

I bias sono meccanismi che alterano inconsapevolmente la nostra percezione della realtà. Li possiamo considerare come quei fenomeni che ci inducono ad avere un giudizio o pregiudizio sbagliato a partire dall’interpretazione errata delle informazioni in nostro possesso. Ne esistono moltissimi e in questo articolo voglio porre l’attenzione su un Bias particolare che ha decisamente molto a che fare con i fenomeni paranormali e l’interpretazione degli stessi.

BIAS DI CONFERMA

La tendenza ad attribuire maggiore credibilità alle informazioni che confermano le nostre idee e ad ignorare quelle che le contraddicono. Questo fenomeno si attiva soprattutto in presenza argomenti che suscitano forti emozioni.

Già solo la definizione che leggete sopra spiega perché moltissime persone sono refrattarie a prendere in discussione che il fenomeno che osservano NON sia paranormale. Pensiamo ad esempio di ascoltare una “voce metafonica”. Se siamo già convinti che stiamo parlando con delle entità che rispondono in Italiano e che comunicano con noi ecco che, automaticamente, sovrastimeremo la voce credendo che dica chissà cosa (ovviamente insieme a questo, nella metafonia, subentrano anche le pareideolia acustica e il bisogno di superare il lutto).

Tralasceremo quindi l’ipotesi che possa trattarsi di altro, proprio per confermare la nostra tesi (che non dimentichiamolo, proviene spesso da un disperato bisogno di comunicare con i nostri cari defunti). Lo stesso tipo di fenomeno lo possiamo riscontrare quando facciamo una ricerca o quando cerchiamo conferme a delle nostre affermazioni o teorie; puntualmente tenderemo a dare maggior risalto ai risultati che confermano ciò che già pensiamo su un determinato argomento. Un ultimo esempio del bias di conferma può essere l’incontro con un sedicente medium o sensitivo. Se il messaggio che arriva è vago il ricevente tenderà a modellarlo inconsciamente per adattarlo al proprio vissuto personale.

 

Ci si può difendere da questi meccanismi? 

 

Bias cognitivi ed effetto ideomotorio non sono cose vaghe che potrebbero accadere per sbaglio o qualcosa che “a me non accade di certo!”. Sono meccanismi che tutti gli esseri umani sperimentano consapevolmente o inconsapevolmente. L’unico modo che abbiamo a disposizione per capire se siamo di fronte ad un fenomeno genuino è l’identificazione (non mi stancherò mai di ripeterlo). Chiedere in metafonia di ripetere un nome, pretendere da un medium (o dal movimento della planchette con la tavola OUIJA) nomi, fatti e informazioni precise ed incontrovertibili che conoscete solo voi.

 

Una breve ma significativa esperienza personale

 

Ero con due amici e colleghi durante una seduta con la tavola OUIJA quando dopo i primi lievi movimenti iniziano a comporsi delle parole. Eravamo in tre a tenere il dito sulla Planchette quando quest’ultima iniziò ad identificarsi come il parente defunto di uno dei tre partecipanti. Immediatamente pensammo ad un nostro intervento involontario, così il collega interessato decise di togliere il dito per far proseguire me e l’altra collega. Ancora increduli, decidemmo di chiudere gli occhi per avere una sicurezza ancora maggiore. Il diretto interessato, lontano dalla planchette, chiese il nome ed i gradi di parentela del presunto spirito in relazione al proprio vissuto. In risposta, ottenemmo non solo il nome preciso della parente defunto ma anche i precisi gradi di parentela con un messaggio personale. Ne io ne la nostra collega, eravamo a conoscenza del vissuto intimo del terzo. In questo modo abbiamo eliminato quasi ogni rischio derivante da possibili influenze inconsce dei partecipanti.

 

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Daniele Cipriani

Author: Daniele Cipriani

Fondatore e Presidente dell’Associazione di ricerca scientifica “Ghost Hunters Roma”. Da oltre 10 anni nel campo della ricerca paranormale e parapsicologica. Si occupa di medianità e dello studio teorico e pratico dei fenomeni paranormali. Presente su diversi articoli per le principali testate giornalistiche Italiane, relatore in numerosi convegni nazionali ed internazionali, presente a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive sulle maggiori emittenti nazionali a scopo di divulgazione delle tematiche di confine.