Leonora Piper: storia e fenomeni di una straordinaria medianità

Foto di Leonore Piper
 

Piper Leonore Eveline (1859-1950) fu una famosa medium americana a incorporazione.

All’età di 8 anni visse il fenomeno che fece da apripista alla sua medianità. Improvvisamente, nel silenzio, sentì una voce dire: «La zia Sara, non è morta ma è ancora con voi». Questa zia stava morendo alla stessa ora in una località lontana e di questa informazione, ovviamente, la Piper non ne era al corrente. Sempre all’età di 8 anni, qualcosa turbò per diverse notti il sonno della piccola medium. Una di queste sere, terrorizzata, si destò dichiarando che dei volti la guardavano e che il proprio letto si muoveva con forza. La prima trance sembra risalire a qualche anno dopo, quando, in cura da un medico cieco e con doti paranormali spiccate, durante una visita cadde in trance vedendo di nuovo i volti sconosciuti di qualche anno prima.

 

Ricercatori noti che studiarono il suo caso

 

Ad assistere agli esperimenti di Leonora Piper intervennero diversi illustri scienziati e studiosi. Tra loro, il noto psicologo William James che, avvertito dalla suocera (che conosceva la Piper per aver partecipato ad una sua seduta), iniziò un lungo ed approfondito studio sulla giovane medium. Insieme a William James, investigò anche il Dott. Hodgson della SPR, noto per la rigidità dei suoi controlli e per aver spesso scoperto diversi medium frodare. Fece controllare la Piper da un investigatore privato che controllò ogni suo movimento, le impediva di fatto, di ottenere qualunque tipo di informazione stando con lei giorno e notte. I controlli del Dott. Hodgson continuarono ma dopo diverse sedute sia James che Hodgson non ebbero più dubbi. I fenomeni della Piper erano reali al di là di ogni ragionevole dubbio.

William James riportò:

«Sono assolutamente sicuro che la signora Piper, in stato di trance, conosce cose che non può avere udito in stato di veglia e che la conclusiva filosofia della sua trance deve essere ancora scoperta»

E riferendosi al Dott. Hodgson:

«Il dott. Hodgson», scrisse il James, «considera che l’ipotesi di una frode non può essere seriamente mantenuta. E io concordo assolutamente con lui»

Ad onor del vero, il Dott. Hodgson fu inviato dalla SPR con il chiaro compito (quasi un dovere) di smascherare la Piper. In un primo momento, non trovando nessun segno di frode, fu costretto ad ammettere: «Personalmente non ho visto segno di frode!». Lasciando però intendere che, in realtà, qualcosa di poco chiaro stesse comunque avvenendo.

D’altronde, era quello che si aspettava la dirigenza della SPR. Dopo diversi anni, fu però costretto, da un rinnovato moto di sincerità e forse lontano dalle pressioni della SPR, ad ammettere che i fenomeni osservati durante le sedute non potevano che essere genuini e, a suo modo di vedere, di matrice spiritica.

 

Identificazioni e casi significativi

 

I. Seduta con il Reverendo Sutton

Durante una seduta con il Reverendo Sutton e la moglie, i quali avevano perso la propria figlia in tenera età, la Piper diede ampia dimostrazione delle proprie capacità fornendo delle identificazioni chiare e precise. Di seguito alcune di esse:

  • Confermò che aveva l’abitudine di mordere i bottoni;
  • Si rivolse al fratello utilizzando il suo soprannome;
  • Fece cenno alla sua gola malata, alla lingua paralizzata e al fatto che la sua testa era diventata calda prima della morte (evento poi confermato);
  • Identificò lo zio Frank e un amico che era morto di tumore;
  • Fece cenno alla sua bambola Dinah, a sua sorella Maggie e al suo cavallino giocattolo;
  • Cantò anche due canzoni, le stesse canzoni che aveva cantato immediatamente prima di morire;

Informazioni di questo tipo lasciarono stupefatti e felici i partecipanti alla seduta.

II. Diverse identificazioni

Per diversi mesi il Dott. Hodgson introdusse oltre 150 partecipanti alle sedute della Piper in stato di trance. Di questi, trenta avevano conosciuto George Pellew (amico di Hodgson) quando era vivo; gli altri non lo avevano mai incontrato. George Pellew fu in grado di identificare correttamente tutti i partecipanti che aveva conosciuto. La maggior parte di essi parlarono e ricordarono insieme a George Pellew, che comunicava attraverso la Piper, proprio come se egli stesso fosse presente in carne e ossa. Il suo unico errore fu quello di non riuscire a identificare una persona che non vedeva da quando questa era una bambina!

III. I  controlli della medium Leonor Piper
  • Una ragazza indiana che si presentava come Chlorine;
  • Il commodoro Vanderbilt;
  • Il poeta Longfellow;
  • Lorette Penchini;
  • Phinuit, entità che fu messa in rapporto con lo stesso dott. Cocke, il veggente cieco ancora vivente, noto anche come Finne o Finnett;
  • George Pelham, pseudonimo di George Pellew, un amico di Hodgson morto in un incidente;
  • Dal 1897 prevalse il cosiddetto gruppo di Imperator, una serie di entità che era già stata la guida del celebre Stainton Moses, morto nel 1892;
  • Nel 1911 vi si aggiunse una Madame Guyon. Sua figlia Alta ne scrisse la biografia. (U.D.).

 

  •  

Pareri Illustri

Pagina del Sunday Magazine del 12 giugno 1910 - DR. HYSLOP TELLS OF EXPERIMENTS WITH FAMOUS MEDIUMS: Secretary of the American Society for Psychical Research Reports Furthers on the Piper Phenomena

 

Myers:

Mi sono stati dati messaggi nei quali erano indicate delle circostanze di cui era impossibile che la Piper fosse a conoscenza.

(Richet 1927: 128)

Sir Oliver Lodge, un altro degli scienziati più rispettati che il mondo abbia mai conosciuto, affermò:

Mi sono convinto che molte delle informazioni fornite dalla Piper in stato di trance non siano state acquisite con comuni mezzi ordinari e che precludano l’utilizzo dei normali canali sensoriali.

(Richet 1927: 128)

Il Professore statunitense William James, in un primo momento scettico irriducibile e uno dei giganti intellettuali più influenti del suo tempo, ha ammesso:

Sono assolutamente certo che la Piper, in stato di trance, sa cose di cui è impossibile che, in stato di veglia, possa avere conoscenza.

(Richet 1927: 128)

Il Professore statunitense Hyslop, uno scettico ostinato dalla mentalità chiusa che per molti anni ha disseminato parecchia propaganda contro i fenomeni metafisici, alla fine si è arreso di fronte all’autenticità della medianità di Leonore Piper. Egli, come Hodgson, si è convertito all’accettazione dell’Aldilà.

Si ricorda il caso della Piper come uno dei più controversi casi di medianità conosciuti. Molte voci gridarono alla frode e di contro, molti eminenti scienziati furono costretti non solo ad ammettere la validità dei fenomeni osservati ma addirittura a smentire ciò che loro stessi, in passato, avevano dichiarato.

 

Bibliografia e Riferimenti

 

Condividi sui social
Daniele Cipriani

Author: Daniele Cipriani

Fondatore e Presidente dell’Associazione di ricerca scientifica “Ghost Hunters Roma”. Da oltre 10 anni nel campo della ricerca paranormale e parapsicologica. Si occupa di medianità e dello studio teorico e pratico dei fenomeni paranormali. Presente su diversi articoli per le principali testate giornalistiche Italiane, relatore in numerosi convegni nazionali ed internazionali, presente a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive sulle maggiori emittenti nazionali a scopo di divulgazione delle tematiche di confine.