La trance

La parola trance, ormai di uso comune nella terminologia scientifica italiana, deriva dall’ omonimo sostantivo inglese che, a sua volta, trae origine dal latino transire (passare o transitare). La trance si può definire come uno stato dissociativo funzionale, in cui avvengono tipiche e importanti modificazioni dello stato di coscienza, delle funzioni dell’ Io (sensazioni, percezioni, attenzione, memoria, pensiero, emozioni) e di vari parametri fisiologici. Può insorgere in modo spontaneo o indotto e riguarda, in genere, l’ambito della normalità psicofisiologica e, marginalmente, quello della patologia.

la trance medianica

La trance medianica è un particolare stato psico-fisico che sembrerebbe alterare la personalità del medium e che, in particolari condizioni, porterebbe alla sostituzione della personalità del medium con una presunta personalità disincarnata. In questo stato il medium non percepisce nulla di ciò che accade intorno a lui o attraverso di lui. È proprio in questo stato che le entità possono prendere il controllo del medium e parlare attraverso di esso, producendo talvolta dei fenomeni fisici (trance ad icorporazoine). La trance medianica può essere profonda (totale incoscienza del medium) oppure semi-cosciente (parziale incoscienza del medium).

la trance clinica

La trance, specialmente in psicologia, viene utilizzata per indurre principalmente l’ ipnosi. Leggeri stati di trance avvengono anche spontaneamente durante l’ arco della giornata. Si pensi ad esempio a quando ci si focalizza involontariamente su un punto indefinito o quando compiamo dei gesti automatici come guidare la macchina e percorrere una strada consciuta senza badare attivamente a ciò che si sta facendo. Questi automatismi, rientrano di fatto negli stati alterati di coscienza e possiamo definire questi piccoli momenti di assenza come leggere trance. Il sonno è uno degli esempi più significativi dello stato di trance. Durante il sonno, nonostante si attenuino molti dei processi psico-fisici, parte del nostro corpo continua a lavorare. Questi momenti di alterazione percettiva vengono utlilizzati dalla nostra mente come fossero delle piccole pause dagli stimoli esterni e talvolta dai nostri stessi pensieri (assorbimento dell’ attenzione). 

“La trance si ottiene facendo delle transizioni progressive dalla realtà esterna alla realtà interna” 

(Sferrazza, 2007)

 Lo psicologo induce questo particolare stato di coscienza attraverso delle indicazioni verbali, o gestuali, progressive atte ad accompagnare gradualmente il paziente alla trance.

drammatizzazione o realtà ?

Abbiamo parlato sommariamente della trance per dare una panoramica di ciò che potrebbe accadere durante una seduta o semplicemente di fronte ad un medium. Personalmente abbiamo assistito a diversi medium che, per le ragioni più disparate hanno tentato l’ impresa.

Come distinguere una trance reale da una fasulla?

Come detto in precedenza, una delle caratteristiche che abbracciano diversi stati di trance è l’assenza di riposta agli stimoli esterni e la netta sensazione che a parlare non sia più la personalità del medium ma “altro”, diverso per cultura, lessico e temi esposti. Fisicamente purtroppo, se non si è dotati di apparecchiature per il controllo fisiologico dei parametri, è praticamente impossibile scindere con certezza la realtà dalla finzione. Potremmo trovarci dunque di fronte a respiri affannosi, tremolii particolari, suoni gutturali, stati estatici per poi invece comprendere in ultima battuta che il medium parla solamente con una sorta di falsetto della propria voce senza dire nulla di particolarmente interessante. Come sempre, dobbiamo avere l’ ardire di “interrogare” il medium in questione con domande specifiche, valutandone le risposte e comparando i concetti che espone con il bagaglio che crediamo possa appartenere alla persona in stato di veglia. Può sembrare particolarmente complesso ma in realtà, credetemi, quando ci si trova di fronte ad una manifestazione del genere è molto semplice comprendere quando chi si trova di fronte a noi sta simulando uno stato di trance.

Personalmente ho assistito a diverse simulazioni che porterò ora come esempio per far comprendere meglio cosa aspettarsi.

Ero davanti ad una signora che pretendeva di andare in trance e praticare la scrittura automatica. Ha chiesto il mio nome, ha chiuso gli occhi, ha gettato la testa indietro ed emettendo dei suoni gutturali maldestri ha iniziato a tracciare dei cerchi casuali su un foglio in maniera spasmodica. Il tutto, durato 15 secondi, è terminato con lei che mi fissava stralunata. Alla mia domanda: “Quindi?”. La sua risposta è stata: “Gli spiriti di luce ti amano e ti sono accanto. Quel problema si risolverà presto”. Grazie mille, queste si che sono informazioni essenziali! Ecco, falsa la trance, falso il messaggio.

In un’ altra occasione:

Mi trovavo in un evento pubblico quando un medium sale sul palco ad occhi chiusi, inizia a parlare con una voce femminile grossolana e, muovendo spasmodicamente la mano, inizia a dire una valanga di banalità: “L’umanità sta cambiando! Sta arrivando un periodo di trasformazione che porterà amore e apertura mentale”. La scena onestamente fu imbarazzante.

Finalmente una trance reale:

Durante una seduta privata invece, con molta tranquillità e serenità, il medium ha iniziato a respirare in maniera affannosa e dopo qualche istante di quiete dalla sua bocca, con voce palesemente diversa dalla propria in stato di veglia, ha parlato di esperienze personali dei componenti del cerchio. Il tutto utilizzando termini e parole che non appartenevano al suo bagaglio culturale. E, sebbene la trance sia durata una decina di minuti, la sensazione di essere entrati in contatto con una personalità diversa da quella del medium fu assolutamente reale e concreta.

Entrare nel mondo della trance per dare opinioni o giudizi non è cosa semplice. I ricercatori si sono sempre trovati in difficoltà di fronte a compiti del genere. Instancabilmente continuerò a ripetere che la valutazione passa dai messaggi e dalle parole del medium. Il fine ultimo è proprio questo. A nulla servirebbero trance, fenomeni fisici e sedute se non arrivassero dei messaggi e delle comunicazioni utili all’essere umano. Prendiamoci quindi un momento per riflettere sui messaggi che ascoltiamo. Siamo nell’ era di internet e la letteratura paranormale è colma di testi sulla spiritualità e sulla medianità. Basta leggere qualche libro ed ecco che la simulazione della trance diventa cosa semplice ed i concetti espressi possono essere un maldestro riassunto di cose lette in giro.

Aspettiamoci messaggi personali, concetti alti e difficilmente sbaglieremo nel valutare la trance. Purtroppo oggi vediamo addirittura “trance on-line” e corsi che “insegnano” a raggiungere questo stato alterato di coscienza finalizzato all’ incorporazione. Sicuramente, se parliamo di stato alterato di coscienza in senso psicologico, le modalità per arrivarci sono molteplici e possono essere allenate senza dubbio anche attraverso la meditazione, l’auto-ipnosi e via dicendo. Questo però non significa che stia avvenendo qualcosa che porti poi alla comunicazione con i defunti. Per questo abbiamo esplicato la differenza tra le due tipologie di trance. La storia della medianità ci insegna che se è vero che sono all’ opera delle entità disincarnate allora devono essere “loro” a mandare in trance il medium per prenderne il controllo e che affinché questo avvenga devono sussistere delle specifiche circostanze e, addirittura, delle specifiche caratteristiche fisiche del mezzo. Insomma, la trance ad incorporazione non è per tutti e non esistono corsi che possano attivare questa capacità. Pensiamoci, se fosse così semplice non ridurremmo gli spiriti a burattini senza volontà costretti a piegarsi alla nostra volontà? Saremmo noi a fare il corso, noi  ad imparare la “trance” e ancora noi a convocare gli spiriti invitandoli ad utilizzarci come mezzo.

Non funziona così, quantomeno non con la vera medianità. Ogni tipo di trance ha la propria funzione specifica, quella clinica o psicologica serve talvolta come terapia, quella medianica invece serve a raggiungere uno stato tale da consentire al medium di parlare con l’ aldilà. Si scindano le due cose e si faccia sempre chiarezza. La comunicazione è possibile ma la soglia tra drammatizzazione inconscia di ciò che accade e comunicazione reale sembrerebbe essere molto labile. Giudichiamo con cura e attenzione.

 
Condividi sui social
Team GHR

Author: Team GHR

L’Associazione di Ricerca Scientifica Ghost Hunters Roma, con sede a Roma, svolge gratuitamente da oltre 10 anni analisi e rilevazione dati nel campo del paranormale. Parallelamente alla ricerca sul campo l’Associazione si occupa dello studio e della classificazione di: Medianità, Esperienze di pre-morte, telepatia, chiaroveggenza, precognizione e di molti dei fenomeni appartenenti alla branca della “Ricerca psichica”. Il Team è composto da parapsicologi, ricercatori e tecnici.